“Chiederemo le risorse per i cittadini e per noi sindaci e presidenti che siamo stati chiamati a una responsabilità e ora debbono metterci nelle condizioni di svolgere questo servizio. È una delle emergenze più forti in questo momento e credo che la politica questo non l’abbia ben capito finora”. Lo ha detto il presidente dell’Upi nazionale, Achille Variati, aprendo i lavori al teatro Quirino a Roma dove ieri è iniziata la giornata di mobilitazione delle Province e dei Comuni d’Italia sulla situazione finanziaria degli enti locali. Un incontro molto partecipato dove si sono ritrovati i presidenti di Provincia e i sindaci d’Italia e al termine del quale, una delegazione ristretta ha incontrato i gruppi parlamentari.

Il presidente della Provincia di Terni, Giampiero Lattanzi, a capo della delegazione di Terni, parla di incontro molto importante. “C’è stata una posizione unanime su tutto – dice – con toni anche accesi e decisi in alcuni passaggi. Nel merito, Province e Comuni sono d’accordo nel ribadire che la situazione è davvero molto difficile e se governo e Parlamento non vi porranno rimedio si dovrà per forza andare allo scontro anche con decisioni forti riguardanti la sospensione dei servizi. Alcune Province, come ad esempio Caserta – ricorda Lattanzi – hanno già chiuso le scuole. L’operato dell’Upi nazionale è stato estremamente positivo, ora ci atterremo alle decisioni che verranno assunte dall’Upi stessa”.

Secondo l’Upi nazionale il 41% delle scuole italiane si trova in aree a rischio sismico, ma solo il 7,8% è costruita con criteri antisismici. Quasi 5.000 chilometri di strade provinciali è chiuso per frane e smottamenti e su almeno il 52% della rete viaria le Province sono state costrette ad inserire un limite di velocità tra i 30 e i 50 chilometri orari, perché le strade non sono sicure.

Al Quirino il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha affermato che “la manutenzione delle strade e delle scuole è un problema serio, ma la legge in vigore ha imposto agli amministratori di stare insieme e questo è positivo perché consentirà una migliore programmazione”. Il presidente dell’Anci ha poi sottolineato che “Province e Città Metropolitane in questi anni hanno subito un eccesso di tagli e prelievi, per non parlare del rispetto dell’equilibrio di bilancio. Dobbiamo capire se le funzioni che debbono rispettare Province e Città metropolitane potranno avere in futuro le risorse necessarie per essere espletate. Le entrate tributarie per le Province – ha aggiunto – a causa della crisi dell’auto stanno diminuendo (da Rc auto e imposta di trascrizione), e quindi anche se recentemente sono state erogate nuove risorse per Province e Città Metropolitane rimangono le problematiche legate alla spesa corrente”. Ancora Decaro ha poi dichiarato che “dopo il referendum del 4 dicembre scorso, occorre operare un tagliando alla legge Delrio. L’Anci farà anche una proposta per mettere a punto una nuova architettura istituzionale degli Enti locali”.