I consiglieri di minoranza al consiglio comunale di Terni parlano di una situazione di “stallo istituzionale” dopo l’arresto, ai domiciliari, del sindaco Leopoldo Di Girolamo e l’affidamento del suo incarico, come facente funzioni, al vicesindaco Francesco Malafoglia. “La dimostrazione di quanto sta accadendo in citta’ e’ avvenuta non piu’ tardi di questa mattina su temi che riguardano centinaia di cittadini, attivita’ produttive e commerciali” scrivono in una nota, dopo la seduta della prima commissione consiliare Urbanistica, Patrizia Braghiroli (M5S), Stefano Fatale (FI), Paolo Crescimbeni (Gruppo misto), Marco Cecconi (Fratelli d’Italia), Enrico Melasecche (I Love Terni), Franco Todini (Il Cammello). Secondo questi consiglieri “la maggioranza si e’ liquefatta”, in quanto “nell’esame di provvedimenti che riguardano aumenti di cubatura, variazioni di destinazioni d’uso, che hanno anche forte rilevanza politica, di fronte alla richiesta delle opposizioni della indispensabile presenza dell’assessore all’Urbanistica, poiche’ Bucari e’ stato interdetto dai pubblici uffici, non si e’ presentata la vicesindaco Malafoglia che giuridicamente e’ stata obbligata ad assumere su di se le deleghe ai lavori pubblici, all’Edilizia e all’Urbanistica”. Il vicesindaco, secondo quanto precisato dal segretario generale Giuseppe Aronica, potrebbe a sua volta riassegnare tali deleghe, come quelle del sindaco, ad altro assessore rimasto in carica. Ma “in assenza di tale provvedimento – continuano i consiglieri di opposizione – di fatto la prima commissione si e’ bloccata”.