Concorso in turbata liberta’ degli incanti e in falsita’ ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, sono i reati constati nell’ordinanza con la quale sono stati disposti gli arresti domiciliari per il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo e per l’assessore Stefano Bucari. I due amministratori verranno ascoltati domani mattina dal gip per l’interrogatorio di garanzia.

L’avvocato Attilio Biancifiori, difensore del sindaco, ha spiegato che il suo assistito e’ “sereno”, ma “subisce come ingiusta” la misura cautelare. “Seppure la vicenda e’ grave sotto gli aspetti giudiziari – spiega il legale – la sua posizione di estraneita’ era emersa chiaramente gia’ alla luce delle prime carte processuali, in cui la sua figura era stata chiamata in causa sotto il profilo della responsabilita’ oggettiva.

Questa ordinanza – ha detto – non presenta elementi di modifica”. Secondo l’avvocato Biancifiori, “il sindaco non ha tattiche difensive da seguire per celare qualcosa o confondere, e domani mattina rispondera’ regolarmente alle domande del gip come atto di trasparenza. Dalle carte – conclude il legale di Di Girolamo – non e’ stato evidenziato alcun tornaconto personale a favore del sindaco, ne’ un collegamento con altri soggetti coinvolti a livello imprenditoriale nell’inchiesta. Quanto agli atti, sono per lo piu’ scelte amministrative di cui non e’ a conoscenza, in quanto di competenza dirigenziale”.

Si dice convinto dell’estraneita’ rispetto alle accuse del suo assistito anche il legale dell’assessore Bucari, Roberto Spoldi. “Davanti al gip – sostiene – contesteremo punto per punto le accuse, chiedendo l’annullamento della misura cautelare”.