Nel primo pomeriggio di ieri, il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri, dopo aver visitato la Casa di Reclusione di Orvieto si è recato presso la Casa Circondariale di Terni, dove ha visitato i reparti e si è fermato anche presso la moschea istituita all’interno dell’istituto, una delle prime realizzate nel circuito penitenziario. La casa circondariale ternana è stata aperta nel 1992; rappresenta un esempio di integrazione culturale – religiosa e nel 2014 è stata anche inaugurata una piccola moschea.

Su una popolazione detenuta di circa 500 unità, ci sono 46 persone di religione musulmana, concentrate soprattutto nel circuito media sicurezza. “Questa struttura – ha dichiarato il sottosegretario Ferri – rappresenta un modello di inclusione culturale e religiosa. In questo istituto infatti, oltre al cappellano per i detenuti di religione cattolica, accedono ministri di culto di altre confessioni ortodossa, evangelica, testimoni di Geova. In particolare dal 2009 le persone di fede musulmana sono assistite dall’Imam El Hachmi Mimoum, responsabile dell’Associazione Islamica della città di Terni.”

“Il fenomeno della radicalizzazione nelle carceri – ha concluso Ferri – si combatte attenzionando, studiando i comportamenti, facendo circolare informazioni, ma anche consentendo a tutti di avvicinarsi alla propria fede, per evitare emarginazioni, auto esaltazioni e sentimenti di odio. Occorre investire nel dialogo tra appartenenti a diverse religioni e culture, protagonisti di prospettive e aspettative di vita articolata, spesso derivanti dai propri percorsi personali. Si tratta di costruire una nuova concezione dello stare insieme”.