Revisione della normativa regionale in materia di caccia a seguito della “riforma Delrio” e “Piano nazionale d’azione per la conservazione del lupo” e la stagione venatoria 2016-2017 che si è appena conclusa. Sono questi gli argomenti affrontati nella riunione della Consulta faunistico venatoria presieduta dall’assessore regionale alla Caccia Fernanda Cecchini, che si è svolta nei giorni scorsi nella sede dell’Assessorato regionale.

“Abbiamo avviato l’iter di modifica della normativa regionale in materia venatoria – spiega l’Assessore Cecchini – in modo da renderla coerente con il riordino delle funzioni tornate in capo alla Regione dopo la riforma delle Province. Un percorso – ha aggiunto – iniziato dalla legge regionale per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio e dal regolamento regionale relativo alla gestione degli Atc, gli Ambiti territoriali di caccia, la cui riforma era già programmata”.

L’assessore umbro ha evidenziato con soddisfazione che “il calendario venatorio di questa stagione non è stato sottoposto a impugnativa da parte del Governo, come accaduto in precedenza, a conferma della validità delle scelte circa i termini previsti per la chiusura della caccia alle specie cesena, beccaccia e tordo bottaccio” ed informato i componenti della Consulta – di cui fanno parte rappresentanti delle associazioni venatorie, delle organizzazioni agricole e delle associazioni ambientaliste – sulla proposta del Piano di Azione per il lupo predisposta dal Ministero dell’Ambiente. “Una proposta – ha detto – che mettiamo a disposizione delle associazioni e sui cui la Regione è disponibile a recepire i pareri di tutti i soggetti coinvolti. Insieme alle altre Regioni italiane, l’Umbria – ha riferito la Cecchini – ha chiesto e ottenuto il rinvio dell’esame del ‘Piano Lupo’ in sede di Conferenza Stato-Regioni che era all’ordine del giorno. Quel che si vuole – ha aggiunto – è approfondire alcune misure previste nella proposta di Piano del Ministero, in particolare quella che prevede la possibilità di abbattimenti programmati al verificarsi di particolari situazioni, e la copertura del fabbisogno finanziario a supporto dello stesso Piano”.

Entrando nel merito della revisione della normativa regionale sulla caccia, l’assessore ha specificato che “la modifica della legge regionale 14/1994, con cui sono state assegnate alle Province funzioni amministrative in materia di caccia e protezione della fauna ora riacquisite dalla Regione, sarà occasione anche per un suo aggiornamento allo stato e ai bisogni attuali del settore”. Quanto agli Ambiti territoriali di caccia, “il loro numero resterà quello attuale, cioè tre, alla luce – ha spiegato – del risultato del referendum costituzionale del 4 dicembre scorso che ha bloccato l’abolizione definitiva delle Province. Fra le ipotesi di lavoro, si sta verificando la possibilità che gli Atc gestiscano in maniera centralizzata alcuni servizi, anche al fine di garantire una omogeneità sull’intero territorio regionale”. Al termine della riunione della Consulta faunistico venatoria si è concordato “che l’attività di revisione e la valutazione specifica nel merito delle proposte che saranno avanzate dalle Associazioni proseguirà in una serie di tavoli tecnici bilaterali in cui gli uffici regionali si confronteranno con gli Atc e le Associazioni”.