Educare i giovani alla pace e alla cittadinanza glocale aiutandoli a inserirsi in un mondo sempre più globalizzato, interconnesso e interdipendente. Fare in modo che ciascuno impari a vivere e lavorare assieme a persone con culture e religioni diverse, gestire problemi complessi e affrontare le sfide globali del nostro tempo costruendo pace e giustizia. Fare dell’Umbria un grande laboratorio nazionale ed europeo della cultura della pace.

Sono questi i principali obiettivi del Protocollo d’Intesa sottoscritto oggi, a Perugia, dalla Regione dell’Umbria, dall’Ufficio Scolastico Regionale dell’Umbria e dalla Tavola della pace.

In un mondo segnato da profonde crisi e trasformazioni è sempre più necessario e urgente investire sui giovani e sulla loro educazione alla pace e alla cittadinanza glocale, ha dichiarato Flavio Lotti, Coordinatore nazionale della Tavola della pace. L’incapacità di conoscere e capire il mondo in cui si vive causa conflitti, sfiducia, disoccupazione, disagio ed emarginazione sociale, povertà, disuguaglianze, aggressività e violenza. Per questo è necessario unire le forze e sviluppare una nuova “alleanza pedagogica” di tutti i soggetti responsabili. Mentre alcuni costruiscono muri minacciosi, noi continuiamo a costruire ponti tra persone, istituzioni e soggetti diversi. Ponti di futuro contro muri del passato.

Regione, Ufficio Scolastico e Tavola della pace si propongono di accrescere la qualità dell’offerta formativa fornendo agli studenti un’educazione permanente alla pace e alla cittadinanza glocale, ai diritti umani, alla legalità e alla giustizia. Il Programma raccoglie, in particolare, le sfide lanciate da Papa Francesco con la diffusione dell’enciclica Laudato sì e dalle Nazioni Unite che hanno dato avvio alla realizzazione dell’Agenda 2030 per gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Il nostro obiettivo è suscitare una vasta mobilitazione educativa in tutta la Regione per rendere permanente l’educazione alla pace e alla cittadinanza globale, sviluppando la collaborazione tra scuola e territorio” ha dichiarato Sabrina Boarelli, Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Umbria. “Il primo passo comune sarà l’organizzazione di un corso di formazione per i docenti di tutte le scuole che sarà inserito nel Piano regionale di formazione della scuola umbra. Tutto questo, ha proseguito, lo facciamo non solo perché è una nostra responsabilità ma anche e soprattutto perché ci crediamo”.

Con questo accordo, ha dichiarato Antonio Bartolini, Assessore all’Istruzione della Regione Umbria, ci proponiamo di fare dell’Umbria un grande laboratorio nazionale ed europeo della cultura della pace in un tempo in cui sembrano prevalere forze estremamente negative. Vogliamo farlo contro le guerre, i muri, i nazionalismi e i populismi che stanno coinvolgendo anche grandi paesi come Stati Uniti e Gran Bretagna, sviluppando anticorpi proprio a partire dalla scuola e dall’università. Con questo accordo facciamo un altro passo nell’attuazione dello Statuto Regionale dell’Umbria in cui si afferma che: “la Regione assume come valori fondamentali della propria identità, da trasmettere alle future generazioni, la cultura della pace e della nonviolenza e il rispetto dei diritti umani; la cultura dell’accoglienza, della coesione sociale, delle differenze; l’integrazione e la cooperazione tra i popoli”.