“Abbiamo chiesto al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali di modificare alcuni criteri di accesso alle misure di contrasto alla povertà previste dal progetto SIA (Sostegno per l’inclusione attiva), per consentire di raggiungere un numero maggiore di beneficiari, considerando che in Umbria sono state quasi 2mila le domande presentate e soltanto 494 quelle accolte dall’Inps”: lo rende noto l’assessore regionale alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare, Luca Barberini, dopo l’ultima riunione della Commissione Politiche Sociali della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella quale è stata sollevata la questione riscontrata anche da altre realtà regionali.

“Dalla lettura dei flussi informativi pervenuti dalle Zone sociali dell’Umbria – spiega Barberini – emerge un quadro dinamico e in costante evoluzione, con molti cittadini in difficoltà per mancanza di lavoro o reddito insufficiente che hanno chiesto di accedere alle misure del SIA. In particolare, dal 2 settembre 2016, data di attivazione del programma, al 21 dicembre scorso, sono state 1.993 le domande presentate, 1.485 quelle trasmesse ad Inps dopo gli accertamenti sui requisiti effettuati dai Comuni, 224 in fase di istruttoria, 86 in corso di lavorazione da parte dell’Inps, 532 quelle rifiutate per mancanza dei requisiti dichiarati. Fra le richieste presentate, sono risultate 813 quelle da parte di cittadini che fanno un nuovo ingresso nei Servizi sociali territoriali e 1.180 quelle di persone già conosciute”.

“In questo contesto, dati alla mano – evidenzia l’assessore – abbiamo rilevato alcune criticità da superare per raggiungere un numero maggiore di persone in difficoltà. In particolare, abbiamo proposto di abbassare la scala di valutazione multidimensionale del bisogno, calcolata con punteggi attribuiti in base a diversi indicatori (numero figli minori, unico genitore con figli minorenni, nucleo con persone disabili, condizione economica, assenza di lavoro dei componenti in età attiva), portandola da 45 a 30 punti, contando così di raddoppiare la platea dei beneficiari: circa il 57 per cento delle domande, infatti, è stato escluso per il superamento di tale scala. Abbiamo anche evidenziato la necessità di fare in modo che il valore della ‘Carta Sia’ preveda una soglia d’ingresso maggiore per le famiglie più deboli, composte da un unico genitore e un figlio”.

Barberini sottolinea inoltre, che “lo scorso mese di novembre, insieme all’assessore Paparelli, abbiamo inviato una lettera al ministro Poletti per chiedere alcune deroghe per l’accesso al SIA nazionale nelle zone terremotate: escludere dal computo dei redditi positivi gli immobili inagibili o danneggiati per effetto degli eventi sismici e abbattere la soglia dei 600 euro mensili di sussidi economici percepiti all’interno del nucleo familiare disagiato, perché spesso è previsto il contributo per l’autonoma sistemazione”.