Approvato a maggioranza, dall’Assemblea legislativa dell’Umbria, il disegno di legge della Giunta per “Ulteriori misure di razionalizzazione della spesa – Modificazioni ed integrazioni di leggi regionali”. Tredici i voti favorevoli (di Pd e SeR), quattro quelli contrari (di Lega nord e M5S) e 3 astenuti (Riccipresidente, FI, FdI). L’atto normativo interviene sulle questioni riguardanti gestione dei beni demaniali e patrimoniali, danni fauna selvatica, competenze dell’Agenzia forestale regionale, gestione personale filiera ICT (Information and Communication Technology) regionale, controllo e vigilanza sugli impianti termici, catasto unico regionale degli impianti termici, attribuzione alla Regione della qualifica di soggetto aggregatore regionale nell’ottica della centrale unica degli acquisti. Dopo le relazioni di maggioranza (di Andrea Smacchi-PD) e di minoranza (Liberati-M5S e Mancini-LN) sono intervenuti i consiglieri Squarta (FDI), Ricci (RP) e l’assessore Bartolini. Sono stati approvati 2 emendamenti presentati dalla Giunta regionale e bocciato un emendamento della Lega che disponeva la soppressione dell’Agenzia Umbria ricerche e del Centro studi giuridici e politici.

“Questo disegno di legge – ha spiegato l’assessore Antonio Bartolini – mira a risolvere alcuni problemi strutturali della macchina amministrativa, come il soggetto aggregatore. Viene prevista una data per la liquidazione definitiva delle Comunità Montane. C’è una riperimetrazione delle funzioni di Afor. Per quanto riguarda la questione di Umbria salute, ricordo che la legge Madia è stata dichiarata incostituzionale quindi i consiglieri dell’opposizione devono tenere in considerazione questo. Comunque abbiamo presentato un emendamento che chiarisce alcuni aspetti sollevati di carattere tecnico. Sulle farmacie la sentenza del Tar richiamata è unica in Italia. La questione in giurisprudenza è contraddittoria. L’emendamento all’articolo 8 introduce un termine ampio di 60 giorni alla Commissione per dare un parere sulla definizione dei criteri di attribuzione delle risorse derivanti dai canoni idroelettrici”.