“A Natale è importante scegliere per qualche giorno l’Umbria, le Marche. A parte le zone colpite, dove pure, come a Norcia, si sta lavorando per riaprire almeno parzialmente la zona rossa, il resto della regione è pronta a ospitare turisti, in un clima pieno di iniziative culturali, di mostre, di valorizzazione del paesaggio, delle città e dei borghi, dei prodotti della terra. Così come è stato ed è importante che sia scattata e sia ancora grande la spinta solidale ad acquistare prodotti delle zone colpite: è un messaggio di fiducia e di speranza che non va lasciato cadere”.

Con queste parole il deputato umbro del Pd, Walter Verini, ha concluso il suo intervento nell’Aula della Camera nella discussione sul decreto terremoto che sarà approvato definitivamente domani da Montecitorio. Nel corso del suo intervento, l’esponente democratico umbro ha parlato di “decreto come prima, efficace risposta all’emergenza, che dopo la prima fase, quella dell’ospitalità degli sfollati, vede ora in parte con il montaggio dei containers e soprattutto con il lavoro in atto per l’allestimento delle casette l’avvio di una nuova fase che porterà alla ricostruzione”. Verini ha valorizzato anche alcune scelte fondamentali contenute nel decreto, (e nella legge di stabilità) come il sostegno alle ricostruzione delle scuole, delle prime e delle seconde case, dei beni culturali e delle chiese. Come quello al lavoro, agli agricoltori e agli allevatori, agli artigiani e ai produttori di pregiati

prodotti agroalimentari. “Così come fondamentale – ha aggiunto – è quello da dare agli operatori turistici di quei territori. Tutto verso una piena ricostruzione, efficace e trasparente, che si inserisca bene nelle line di Casa Italia, per un Paese non più fondato sull’emergenza, ma sulla prevenzione e la sicurezza delle case e dell’assetto idrogeologico”.

“Insomma – ha concluso Verini – quelle zone appenniniche, già colpite dalla crisi economica e industriale di questi anni, debbono essere aiutate a tornare comunità vive e operose. Non solo per loro, ma per l’Italia, perché in quei borghi sta parte importante delle radici della cultura nazionale ed europea e perché, come hanno detto gli studenti dell’Università di Camerino, Il futuro non crollerà”.