Si è svolta presso la Seconda Commissione dell’Assemblea legislativa umbra, una audizione su due proposte di legge che mirano a modificare la legge regionale n. ’22/2008′ che detta ‘Norme per la ricerca, la coltivazione e l’utilizzo delle acque minerali naturali, di sorgente e termali’.

La prima porta la firma dei consiglieri della maggioranza Andrea Smacchi (Pd) e Silvano Rometti (SeR), l’altra è un’iniziativa legislativa promossa dai consiglieri del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari.

Entrambe, in sostanza, mirano ad incrementare i diritti a favore dei Comuni di riferimento per la salvaguardia e la tutela delle risorse idriche, oltre che per la valorizzazione e la riqualificazione ambientale dei territori interessati dall’attività estrattiva di acque minerali. Nella proposta di Smacchi e Rometti si prevede di incrementare gli introiti a favore dei Comuni dall’attuale 20 per cento al 40, mettendo direttamente a disposizione dei Comuni le risorse, mentre in quella dei consiglieri pentastellati l’incremento a favore dei Comuni passerebbe al 70 per cento. Liberati e Carbonari propongono, tra l’altro, di “incrementare i canoni concessori proporzionalmente all’acqua emunta, tutelando le aziende più piccole ed incidendo maggiormente sugli eventuali utili delle multinazionali”. Sui 13 Comuni invitati all’audizione, interessati dalla coltivazione delle acque, hanno risposto soltanto in 4, situazione sottolineata negativamente sia da Liberati che, in chiusura di riunione, dal consigliere Valerio Mancini della Lega Nord.

Le due proposte sono state accolte positivamente dai rappresentanti dei Comuni presenti alla riunione (Acquasparta, Gualdo Tadino, Nocera Umbra, Scheggia e Pascelupo), i quali hanno auspicato che vada a buon fine anche l’impegno di Smacchi e dell’intera Commissione affinché venga colmata la mancata erogazione ai Comuni dei diritti per il periodo 2012-2015. Per la riunione della prossima settimana saranno invitate in audizione le aziende presenti sul territorio regionale.