“Ricostruire in modo innovativo, mirando alla qualità ed alla sicurezza”. E’ uno dei concetti cardine espressi dalla Presidente della Giunta umbra, catiuscia Marini, nel suo intervento all’Assemblea legislativa per spiegare il quadro delle criticità e degli interventi in atto per affrontare la fase dell’emergenza e della ricostruzione in seguito al sisma che ha colpito il centro Italia ad agosto e ottobre scorsi.

Il report della governatrice regionale ha riguardato la situazione delle scuole e delle strade, la sistemazione provvisoria degli sfollati e la ricostruzione, “che dovrà essere portata avanti – ha detto – evitando lo spopolamento ed essere improntata su tecniche innovazione, materiali di qualità e procedure in grado di garantire la sicurezza di chi si è già trovato a subire gli effetti di 4 terremoti”,

“La ricostruzione – ha sottolineato la Marini – avrà tempi medi e lunghi e richiederà di definire interventi strategici e prioritari, come quelli su Castelluccio, che ha un forte valore simbolico anche per affermare una modalità e un carattere di questa ricostruzione, improntata sulla qualità. Serviranno momenti di approfondimento importanti, tra Giunta, Assemblea e Commissario per la ricostruzione per fissare le priorità e le procedure attuative della ricostruzione”.

La Presidente umbra ha ricordato come al terremoto del 24 agosto abbia fatto seguito il forte sisma del 26 e 30 ottobre, creando ulteriori gravi danni. Il primo aveva prodotto danni circoscritti ad alcune parti dei territori di Norcia, Preci, Cascia e della Valnerina, con un numero di cittadini coinvolti limitato. Le scosse del 26 e del 30 ottobre l’estensione e la quantità dei danni è cresciuta di molto, colpendo gravemente la Valnerina, ma anche Spoleto ed altri Comuni dell’Umbria. Edifici residenziali e strutture produttive, del settore agricolo, industriale, manifatturiero e turistico, sono state colpite. Tra il 24 agosto e il 30 0ttobre è stato necessario un nuovo approccio all’emergenza: dai primi rilievi e verifiche sull’edificato emerge un quadro molto rilevante dei danni, in alcuni casi al di sopra del 70 per cento. Oltre 5mila persone devono essere assistite, non solo nell’area del cratere. A Norcia e Cascia abbiamo alcune strutture ricettive agibili e potranno essere utilizzate per assistere gli sfollati. Quasi 4mila persone sono a diretto carico del sistema della Protezione civile: 1500 sono in alberghi e strutture ricettive, 2000 si trovano in strutture dei Comuni e 400 nelle tende.

Saranno due le sedi dell’Ufficio speciale per la ricostruzione. “Una – ha spiegato la presidente – a Foligno e una nel centro di Norcia, in un edificio non danneggiato dal sisma. Vorremmo riaprire gradualmente il centro storico nursino dopo la messa in sicurezza – ha aggiunto la Marini – per scommettere sul futuro della città, far tornare abitanti e turisti, evitando il declino e l’abbandono. L’Ufficio si occuperà solo della ricostruzione pubblica e privata, mentre il ministero dei Beni culturali si occuperà della ricostruzione dei beni culturali, sia pubblici che privati. Ai sindaci è stato concesso il potere di intervento per la messa in sicurezza degli edifici danneggiati, salvo quelli per i quali il ministero ha deciso di intervenire direttamente.

Sul versante delle risorse, la governatrice regionale ha rilevato come il fondo ordinario di protezione civile che viene assegnato alla Regione, è di circa 7 milioni annui che potrà costituire un canale di finanziamento per cofinanziare gli interventi sulle scuole. “Il Governo – ha detto la Marini – ha assegnato 300 milioni di euro alle 4 Regioni interessate sulla programmazione 2014/2020, la cui destinazione precisa verrà dalla Regione definita in accordo con l’Esecutivo nazionale e verrà poi comunicata all’Assemblea legislativa dell’Umbria. Con il meccanismo del Credito d’imposta non subordinato agli stanziamenti verso le amministrazioni periferiche, da oggi – ha concluso la Presidente umbra – in base alle condizioni tecniche, potranno partire i lavori avendo la certezza delle risorse finanziarie. Il decreto ha stanziato circa 3,5 miliardi di euro per la ricostruzione pubblica, tra scuole, beni culturali e altre strutture”.