“L’Umbria è la prima Regione che si doterà di una legge quadro in materia di lavoro che per la prima volta si occuperà di finanziare l’occupazione, con un cambiamento epocale che segna un’inversione di tendenza rispetto alle politiche di questi anni. Una legge fortemente innovativa, in linea con la normativa nazionale e le migliori esperienze europee, importante e innovativa anche perché costruita dal basso insieme a forze datoriali e sindacati attorno all’obiettivo comune di far crescere l’occupazione”. Lo ha detto il vicepresidente della Giunta regionale con delega allo Sviluppo economico e Lavoro, Fabio Paparelli, illustrando i principi e le finalità della proposta di legge per il “Sistema integrato per il mercato del lavoro, l’apprendimento permanente e la promozione dell’occupazione”, preadottata dalla Giunta regionale nella seduta di lunedì 17 ottobre. Il disegno di legge, composto da oltre 50 articoli, abroga numerose leggi regionali attualmente in vigore. “È il frutto – ha sottolineato Paparelli – di un lavoro durato mesi realizzato congiuntamente con i rappresentanti delle imprese e dei lavoratori. L’obiettivo è quello di creare occupazione stabile per la quale sono orientati strumenti e risorse. A questo scopo – ha aggiunto – è destinata parte dei 70 milioni di euro attivati per i prossimi tre anni con il Programma regionale per le politiche del lavoro per strumenti quali Garanzia Giovani e Garanzia Adulti o come il bando ‘Cresco’, per la realizzazione di piani di sviluppo aziendale e per l’incremento dell’occupazione a livello regionale, che ha ottenuto un grande riscontro da parte delle imprese. In valutazione ci sono infatti oltre 500 progetti di assunzione a tempo indeterminato o apprendistato da parte di circa 300 imprese. Uno strumento che con la legge diventerà strutturale e, come gli altri, verrà supportato dalla programmazione 2014-2020 dei fondi sociale e per le politiche di sviluppo, oltre che dalle risorse nazionali”.

“È la prima volta – ha detto ancora il vicepresidente Paparelli – che una legge regionale prevede che si premi il risultato ottenuto in termini di occupazione. Interveniamo infatti in modo organico sul sistema dell’apprendimento permanente e del mercato del lavoro regionale chiedendo a tutti un salto di qualità . Non a caso in parallelo all’avvio del percorso di questa proposta di legge, abbiamo approvato gli standard dei servizi per il lavoro e nella prossima seduta di Giunta è prevista l’approvazione del dispositivo che regolerà le procedure di accreditamento dei soggetti privati che intendono candidarsi per realizzare servizi al lavoro nella rete che potrà essere costituita fra pubblico e il privato che offra servizi di qualità e certificati. Anche il sistema formativo necessita di un passo in avanti. Abbiamo previsto un premio incentivante se l’esito del percorso formativo sarà quello dell’occupazione stabile, ma anche sanzioni in caso di mancato raggiungimento dei risultati attesi”.

“Viene ridefinita la rete dei servizi per le politiche del lavoro – ha aggiunto Paparelli – e viene istituita l’Agenzia regionale per il lavoro, articolata in dipartimenti territoriali e uffici locali denominati Centri per l’impiego. Altro elemento importante è la forte spinta alla digitalizzazione, con l’utilizzo delle nuove tecnologie”.

La proposta di legge “ha anche l’obiettivo di collegare la promozione di nuovi servizi e politiche ad una strategia di innovazione che opera anche nell’ambito dei diritti e delle tutele. Ci sono importanti disposizioni – ha detto a questo proposito Paparelli – che riguardano il sostegno alla responsabilità sociale delle imprese, gli interventi per favorire il passaggio generazionale in azienda così come il ‘brain back’, il rientro dei giovani e dei talenti che possono contribuire alla ricerca e allo sviluppo regionale. Altrettanto importanti – ha proseguito – sono le misure per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e per il contrasto alla delocalizzazione produttiva, per la parità di genere e le misure per aree di crisi”.

Un capitolo importante e innovativo è poi quello dell’introduzione di norme “a sostegno dell’autoimpiego e della creazione d’impresa soprattutto attraverso strumenti di microcredito quali sostegni essenziali per l’aggiornamento e l’ammodernamento di norme come la legge 12/95, superando il criterio dell’età per la selezione, rivolto dunque alle persone di ogni età con un percorso prima di accompagnamento e poi di supporto finanziario all’autoimpiego ed alla creazione d’impresa”.