Via libera, dal consiglio comunale di Terni, all’adozione del ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario presentata dalla Giunta. 19 i voti a favore e 12 quelli contrari. Due defezioni nella maggioranza, quelle dei consiglieri Silvano Ricci e Luigi Bencivenga che non hanno preso parte al voto. La durata del piano è stata fissata in 5 anni, come avevano anticipato nei giorni scorsi il sindaco Di Girolamo e l’assessore Piacenti D’Ubaldi.

Entro 5 giorni l’atto approvato dal consiglio comunale dovrà essere trasmesso alla sezione regionale della Corte dei Conti e alla sezione enti locali competente di questa materia, del Ministero dell’Interno. Il consiglio, altresì, assume l’impegno di approvare entro 90 giorni il Piano di riequilibrio con l’esatto ammontare del disavanzo, compreso l’esatto ammontare dei debiti fuori bilancio.

“Il piano – ha detto l’assessore Piacenti D’Ubaldi – è l’unico strumento utilizzabile ed è un’assunzione di responsabilità piena, oltre che un atto di generosità nei confronti della città, perché alla fine di questo lavoro, con trasparenza, potremo riconsegnare l’ente risanato a chiunque verrà dopo di noi”. “Il lavoro da fare – ha sottolineato l’assessore – sarà durissimo per tutti, anche per la struttura. Per questo ci confronteremo con tutti, a cominciare dalle parti sociali”.

“Si tratta – ha ribadito Piacenti – di una situazione che ha ragioni profonde e lontane. La crisi degli enti locali è ormai di sistema e anche il parlamento se ne sta rendendo conto. Inoltre sono molte le amministrazioni che hanno fatto ricorso agli strumenti del piano”.

“Nel nostro caso – ha aggiunto – si tratterà di un piano di riequilibrio di 5 anni: riguarda 8 milioni di debiti fuori bilancio stimati fino ad oggi e di 3 milioni di disavanzo strutturale. La ricognizione parte da domani con il riaccertamento strutturale dei residui; poi – ha precisato Piacenti – si predisporrà il piano effettivo che sarà portato in consiglio comunale prima della fine dell’anno, per essere poi trasmesso alla Corte dei Conti”. L’assessore al Bilancio ha confermato che “verranno ceduti asset che noi riteniamo non più strategici e altri beni patrimoniali non essenziali. Lo squilibrio di parte corrente inoltre dovrà essere sanato dicendo alcuni sì e alcuni no, con la giusta motivazione, nell’interesse generale. Ulteriore lavoro dovrà esser fatto sulla diminuzione del debito, uno dei fardelli che pesano di più sull’ente, per poi passare alla riorganizzazione della macchina amministrativa per evitare le disfunzioni”.