Aggregazione di piccole e medie imprese con la grande impresa, ricerca e innovazione, incremento del lavoro qualificato: sono gli elementi chiave del nuovo bando “Progetti complessi” con cui la Regione Umbria, mettendo a disposizione una prima “tranche” di risorse di 12 milioni di euro, interviene per sostenere e incentivare i progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale di raggruppamenti di imprese. “Una misura importante per il rafforzamento del sistema economico regionale e che rappresenta una sfida per la capacità dell’Umbria di innovarsi e competere sui mercati globali”, ha sottolineato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, che, insieme al vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Fabio Paparelli, ha illustrato obiettivi e contenuti del bando. Presenti alcuni componenti del Comitato strategico per la manifattura, istituito dalla Regione per la condivisione dei percorsi per la competitività del sistema produttivo regionale e che stamani si è riunito a Palazzo Donini. Alla conferenza stampa hanno partecipato i presidenti di Confindustria Umbria, Ernesto Cesaretti; di Cna, Renato Cesca; il direttore generale di Sviluppumbria, Mauro Agostini; e Francesco Ciofetti, in rappresentanza di Apmi.

“Attiviamo una nuova misura a sportello, con la valutazione secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande – ha sottolineato il vicepresidente Paparelli – che punta allo sviluppo di nuovi prodotti portati avanti da cluster di imprese, capitanati da una grande impresa, negli ambiti prioritari individuati dalla RIS 3 dell’Umbria, la Strategia di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente, e cioè Scienze della Vita, Energia, Agrifood, Fabbrica Intelligente/Aerospazio, Chimica Verde, che caratterizzano il sistema produttivo regionale e sarà inoltre incentivata la collaborazione con organismi di ricerca e diffusione della conoscenza privati o pubblici”.

“Per la prima volta – ha rilevato – potranno partecipare anche imprese dislocate al di fuori del territorio regionale. A disposizione ci sono intanto 12 milioni di euro, che si stima possano attivare investimenti delle imprese per un importo di circa 20 milioni di euro”.

“Il contributo regionale non andrà a sostegno della ricerca fine a se stessa – ha aggiunto Paparelli – ma dovrà servire per lo sviluppo e l’avanzamento del cluster di imprese e per l’incremento dell’occupazione”.

“Proprio perché il bando rappresenta una sfida per l’Umbria – ha proseguito – abbiamo elevato i tassi di contribuzione per i cluster di imprese: il cofinanziamento regionale è fino al 65%, ma arriva al 70% con il premio ‘occupazione’ per quei cluster che procederanno all’assunzione di personale altamente qualificato. Il premio è più alto nel caso si tratti di donne”.

La presidente Marini ha ringraziato le strutture tecniche della Regione, di Sviluppumbria e delle associazioni di categoria per il lavoro congiunto che ha portato all’attivazione del bando. “Abbiamo individuato e condiviso – ha detto – già nella fase della programmazione dei fondi comunitari 2014-2020 quali investimenti e strumenti attuare per far crescere la competitività e la qualità delle nostre produzioni. Questo bando – ha sottolineato – è frutto del lavoro istruttorio e partecipativo in cui abbiamo recepito le istanze del sistema delle organizzazioni imprenditoriali e di singole imprese e settori che stanno facendo da ‘motore’ dell’economia regionale, dell’export e dell’occupazione. Vogliamo dar risposta alle esigenze delle piccole e medie imprese che hanno bisogno di agganciarsi alle grandi imprese per fare ricerca e innovarsi e per la prima volta apre a collaborazioni con le imprese extraregionali”.

“Lanciamo una sfida al sistema delle imprese e dell’alta formazione e ricerca – ha aggiunto – Dai risultati di questo che abbiamo considerato un progetto ‘pionieristico’, adeguato alle esigenze che il sistema produttivo ci poneva, valuteremo se potrà essere stabilizzato negli anni per rafforzare la propensione delle piccole e medie imprese alla ricerca, sostenendole in investimenti che altrimenti non riuscirebbero a fare. I progetti verranno esaminati da un Comitato tecnico scientifico che ne valuterà qualità della ricerca e dell’applicazione”.

“Mettiamo a disposizione risorse rilevanti – ha detto la presidente Marini – e, in base alla risposta da parte delle imprese, si valuterà se integrarle. Stiamo lavorando per il rafforzamento degli strumenti di programmazione europea nelle quattro Regioni interessate dal sisma dell’agosto scorso in modo da ottenere risorse aggiuntive e ulteriori risorse, che potremmo impiegare a sostegno della ricerca e dell’innovazione del sistema economico, potrebbero essere liberate se il Governo nazionale si accollerà la quota di cofinanziamento regionale dei programmi comunitari”.

I rappresentanti delle organizzazioni imprenditoriali hanno espresso soddisfazione per il bando “Progetti complessi”. Per il presidente di Confindustria Cesaretti si offre alle imprese “la possibilità di prepararsi per affrontare le sfide future della globalizzazione e della fabbrica 4.0″. Di “bando molto importante, soprattutto per la capacità di aggregare le piccole e medie imprerse con la grande impresa, anche di fuori regione” ha parlato il presidente di Cna Umbria, Cesca. Per Francesco Ciofetto, dei Apmi Umbria, “si mette il sistema regionale in traiettoria con le sfide della fabbrica del futuro 4.0 e si interviene per favorire occupazione e crescita complessiva”.

I progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale potranno essere presentati da raggruppamenti di minimo 3 e massimo 7 imprese e dovranno avere una soglia minima di investimento di 2 milioni di euro e massima di 10 milioni di euro. L’istanza preliminare per l’ammissione a contributo deve essere sottoscritta da tutti i soggetti proponenti e potrà essere presentata dal 7 novembre 2016 fino al 31 marzo 2017 tramite PEC (posta elettronica certificata) all’indirizzo direzionesviluppo.regione@postacert.umbria.it.

L’istruttoria delle domande sarà effettuata mediante procedura valutativa a sportello secondo l’ordine cronologico di presentazione. Nel caso le disponibilità finanziarie siano insufficienti rispetto alle domande presentate, la concessione dei contributi è disposta secondo l’ordine cronologico determinato dalla data e ora di trasmissione della domanda di agevolazioni, risultanti dalla ricevuta di avvenuta trasmissione.

Per facilitare la predisposizione degli atti ai fini delle domande di ammissione a contributo la procedura è stata divisa in due fasi. In prima battuta verrà presentata un’istanza preliminare che verrà sottoposta alla valutazione del Comitato Tecnico Scientifico. In caso di esito positivo potranno essere presentati i singoli progetti dei soggetti aderenti al raggruppamento proponente.