“Il piano di riequilibrio dei conti del Comune di Terni, compreso l’accertamento dei debiti fuori bilancio, è un atto di responsabilità nei confronti dell’Ente e della città, un atto che va al di là di questo mandato amministrativo ma guarda al futuro. Affossarlo ancora prima di entrare nel merito della vicenda, senza aver visto le carte, è un atto di irresponsabilità nei confronti della comunità. E’ il ribadire di non essere forza di governo, di non aver capacità amministrativa, mentre noi chiediamo alla politica, tutta la politica, di misurarsi, sull’amministrazione della città”.

Lo hanno detto il Sindaco di Terni, Lepoldo Du Girolamo e l’Assessore al Bilancio Vittorio Piacenti D’Ubaldi, commentando la richiesta di commissariamento dell’Ente avanzata da alcune forze d’opposizione in consiglio.

“Non minimizziamo la situazione finanziaria, riteniamo però – proseguono il sindaco e l’assessore – che possa essere affrontata utilizzando il Piano pluriennale di riequilibrio che è una procedura prevista dalla legge, uno strumento pienamente legale, sottoposto a verifiche terze. A tutt’oggi non ci sono elementi di merito che giustifichino il commissariamento dell’Ente. L’arrivo di un commissario non avviene per i desiderata di qualcuno, ma per una procedura amministrativa ben precisa, disciplinata dal Testo Unico, agli art. 244 e seguenti. Registriamo anche in questo caso che in una parte dell’opposizione ci sia una grande ignoranza su contenuti e procedure, trovando così conferma alla parole del sindaco di Parma, che ha parlato di arrivisti ignoranti.

Ora non è il momento di azzardare cifre, non è serio sparare numeri. L’esatto ammontare dei debiti fuori bilancio sarà definito quando sarà completata l’istruttoria tecnica da parte delle direzioni competenti. E’ stata questa amministrazione a chiedere una ricognizione al centesimo. Noi porteremo questa ricognizione, con tutte le carte, in consiglio comunale, in una ottica di totale trasparenza. Noi – proseguono Di Girolamo e Piacenti D’Ubaldi – ci assumiamo tutte le responsabilità del caso, non giochiamo allo sfascio, ci assumiamo responsabilità politica e amministrativa di una operazione che vuole dare un futuro all’Ente perché operazioni di dissesto vero e proprio andrebbero a penalizzare l’operatività del Comune di Terni per decenni, al di la della sua conduzione politica. Il nostro obiettivo è quello di un sano, proficuo, definitivo riequilibrio di bilancio, nell’ottica di una prosecuzione del livello dei servizi cittadini e di sostegno alla comunità ternana, anche tramite il Patto di sviluppo Regione – Comune che ci attendiamo a varare”.

Per Sindaco di Terni ed assessore al Bilancio, “c’è un atteggiamento preconcetto che viene da una parte dell’opposizione, un voler processare a tutti costi il passato e presente amministrativo, un passato peraltro che ha visto il succedersi di governi politici diversi. Ci rimettiamo al giudizio e all’operato di ogni organo dello Stato, ci poniamo fin da subito in un percorso amministrativo pienamente rispettoso di ogni singolo paragrafo di legge, ad iniziare dal Testo unico degli enti locali che all’art. 194 disciplina il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, individuandone la legittimità, per l’acquisto di beni e servizi, nei limiti degli accertati e dimostrati utilità ed arricchimento per l’Ente, nell’ambito dell’espletamento di pubbliche funzioni e servizi di competenza”.