Proseguono, presso la Seconda Commissione dell’assemblea legislativa dell’Umbria, gli incontri per discutere della presenza di amianto nei siti del territorio regionale. All’audizione che si è svolta ieri, a Palazzo Cesaroni, hanno partecipato rappresentanti di Arpa, Inail, Usl, oltre ai rappresentanti dei Comuni di Terni, Narni e Foligno nelle quali aree risiedono i tre siti con più alta concentrazione di amianto: la Thyssenkrupp, la Sgl Carbon e le Officine Grandi Riparazioni. I rappresentanti di Arpa, Inail e Usl hanno ripercorso le varie tappe legislative e normative che regolano la questione. Tra gli altri aspetti, è emerso che l’ultimo aggiornamento da parte di Arpa sulla presenza di amianto in siti pubblici e privati risale al 2007 e che sarebbe necessaria una nuova mappatura della situazione. I rappresentanti dei Comuni umbri e della Regione hanno spiegato le difficoltà di affrontare un problema che riguarda la bonifica dei siti produttivi attivi e dismessi, la tutela dei lavoratori esposti e l’abbandono di materiale nel territorio per evitare i costi dello smaltimento autorizzato.

Durante gli interventi è stato spiegato come l’agenzia regionale per la protezione ambientale, abbia inoltrato, nel tempo, 2800 schede, 220 delle quali rientrate. Di queste, 104 segnalavano presenza di amianto. “Manca comunque – è stato detto – un quadro preciso ed aggiornato della situazione anche se, al momento, non si hanno segnalazioni di criticità specifiche”. Per quanto riguarda l’acciaieria di Terni, l’esposizione diretta all’amianto era prevalentemente relativa agli addetti alle saldature sui grandi serbatoi che utilizzavano coperte in amianto per la protezione dal calore le quali – hanno spiegato rappresentanti della Usl 2 – rilasciavano continuamente fibre. Ma la presenza attuale di amianto – è stato aggiunto – non significa automaticamente rischi per i lavoratori. Sia la Sgl Carbon che la Acciai Speciali Terni hanno monitorato, da fine anni ’90, attraverso indagini ambientali, la misurazione di fibre di amianto aerodisperso nei vari reparti. Si sono sempre riscontrati livelli cento volte inferiori a quelli stabiliti per legge”.

“A Terni – ha rilevato da parte sua il tecnico comunale Federico Nannurelli, esistono problemi rilevanti per siti dimessi, attivi e per il patrimonio edilizio. E’ stato istituito un servizio di segnalazione da parte dei cittadini per quanto riguarda la presenza dell’amianto e negli ultimi anni sono stati attivati molti interventi, tra i quali la redazione di un piano di salute pubblica in cui sono indicate azioni come la autosegnalazione delle coperture di amianto e la loro condizione di degrado. Bisognerà realizzare una mappatura che evidenzi le zone a maggiore concentrazione per poi valutare interventi di bonifica. Il confronto di Palazzo Cesaroni, è stato giudicato “un positivo passo in avanti” dal Presidente dell’Anci dell’Umbria (e Sindaco di Narni) Francesco De Rebotti. “Bene – ha detto – la possibilità di essere coinvolti per supportare il lavoro dell’Assemblea legislativa”.