E’ stato denominato “Free Life” ed è un progetto volto ad assicurare alle vittime di sfruttamento ed ai richiedenti e titolari di protezione internazionale, a rischio tratta, adeguate condizioni di alloggio, vitto, assistenza e integrazione sociale. Presentato dalla Regione Umbria in risposta al Bando emanato dal Dipartimento delle Pari opportunità, il progetto, che avrà una durata di 15 mesi, è stato ammesso a finanziamento (al secondo posto della graduatoria nazionale) per un importo complessivo di 606.292 euro, ai quali si aggiungerà il cofinanziamento di 101.721 euro da parte della Regione Umbria e di alcuni Comuni della regione, trovando una sua complementarietà con fondi regionali, nazionali ed europei collegati a politiche regionali di sostegno a persone vulnerabili.

Per l’assessore regionale alla Coesione sociale e al Welfare, Luca Barberini, si tratta di “un risultato davvero importante che riconosce e premia l’impegno con il quale, da anni ormai, l’Umbria sperimenta e propone progettualità per combattere il fenomeno. In pratica – spiega – l’obiettivo del nuovo progetto è stato quello di implementare ulteriormente il sistema di presa in carico e di protezione sociale delle vittime di tratta in Umbria, allargandolo a tutto il territorio della Regione, anche in virtù della continua emergenza legata al nord-Africa”.

L’iniziativa coinvolgerà i Comuni capofila di tutti i 12 Ambiti sociali della Regione Umbria, L’Anci regionale, le due Prefetture, le due Aziende Sanitarie e le due Aziende ospedaliere, i Comandi regionali delle Forze dell’Ordine, le Agenzie Formative, le Associazioni di categoria del mondo del lavoro e le Organizzazioni sindacali. Inoltre, l’innovatività del progetto Free Life risiede nell’estensione degli interventi in tutti i servizi SPRAR e CAS regionali, nella sperimentazione di azioni pilota e formazioni mirate. Il sistema anti-tratta regionale sarà implementato su due livelli: uno politico, con l’istituzione di un Tavolo di Governance e l’Accordo attuativo anti tratta in Umbria, il secondo, più operativo, che allargherà a tutto il territorio l’azione di emersione del fenomeno attraverso l’intervento capillare delle Unità di Strada e l’implementazione della postazione regionale del Numero verde. “I due servizi – ha detto l’assessore Barberini – serviranno a fornire una prima assistenza verso le vittime di sfruttamento sessuale, lavoro forzato, accattonaggio, economie illegale e matrimoni forzati, mentre una particolare attenzione verrà posta verso i richiedenti asilo e i minori stranieri non accompagnati. In seguito alla convenzione con la postazione centrale del Numero Verde Antitratta (800.290.290) è stata individuata una postazione regionale, attiva H24, che farà da raccordo con il numero verde nazionale”.