Le organizzazioni sindacali Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl ritengono le questioni emerse al Mise, nell’incontro di verifica dell’accordo sottoscritto nel dicembre 2014 per l’Ast, complessivamente positive, che testimoniano la bontà dell’accordo e l’importanza degli impegni assunti. L’amministratore delegato dell’acciaieria di Terni Massimiliano Burelli ha ribadito che la ristrutturazione dell’Ast è terminata, l’azienda è in una fase di riorganizzazione finalizzata al rilancio e prevede di chiudere il prossimo bilancio in pareggio, dopo anni di perdite. L’azienda (c’erano i vertici di Ast ma non i rappresentanti di ThyssenKrupp), di fronte al viceministro Teresa Bellanova e al responsabile dell’Unità per la gestione delle vertenze Giampiero Castano, ha confermato sia il mantenimento del milione di tonnellate di produzione sia, nei tempi previsti, gli investimenti sull’impiantistica e i progetti per ambiente, salute e sicurezza. In merito alle ‘Business unit’, le società satellite inglobate da Ast, è stato annunciato un aumento della produzione al Tubificio, mentre per le altre, a causa del mercato, permane una situazione di difficoltà. Rispetto alle infrastrutture, ora tutte cantierabili, è stata chiesta invece alle istituzioni una rapida messa in opera, mentre è stato giudicato positivo l’impegno sulla questione energetica, affrontata insieme al Governo, che potrebbe portare un risparmio sostanziale sulle tariffe ad oggi in uso. Una nuova verifica dell’accordo si dovrà tenere entro fine anno, sempre in sede ministeriale, mentre in ambito locale verrà attivato un tavolo specifico di relazioni industriali.

Intanto in una propria nota la Thyssen Krupp fa sapere che “l’impegno rispetto alle sue operazioni in Italia rimane invariato e ciò è vero soprattutto per AST”. Lo stabilimento ternano, si legge, “si è sviluppato molto bene in un mercato difficile ed è proiettato verso un futuro prospero. Siamo impegnati a continuare congiuntamente su questa strada”. La multinazionale fa poi riferimento a “speculazioni sui colloqui di TK con Tata (sull’acciaio al carbonio piano). L’industria siderurgica in Europa sta attualmente lottando per salvaguardare il futuro della propria attività. Solo pochi produttori di acciaio in Europa traggono dei profitti nel contesto attuale e noi siamo una di queste poche aziende. Abbiamo più volte sottolineato che in questa situazione riteniamo che sia necessario un consolidamento dell’industria siderurgica europea. In questa situazione molti sono i contatti e le trattative fra gli operatori e quindi anche con Tata Steel. Tuttavia, conclude la nota, rimane ancora aperta la questione se e quando e con chi avrà luogo un tale passo nel consolidamento”.