La situazione economica, sociale e politica del territorio è stata oggetto di una conferenza stampa indetta dal segretario generale della Cgil di Terni Attilio Romanelli. “Proprio in questi giorni – ha detto Romanelli – il governo è al lavoro per la definizione della strumentazione per l’area di crisi complessa Terni-Narni. Un fatto importante, per il quale la Cgil si è battuta all’inizio in estrema solitudine e che oggi finalmente diventa realtà”. Il riconoscimento di area di crisi complessa – secondo la Cgil – offrirà strumenti e risorse per intervenire in particolare su tre assi prioritari: creazione di nuovi posti di lavoro; potenziamento infrastrutturale; difesa dell’ambiente. “Tre direttrici che possono indirizzarci verso la ‘città del futuro’ – ha sottolineato Romanelli – una città nella quale prima di tutto si diano risposte al problema della crescente solitudine e marginalità di ampie fette di popolazione”. Da questo punto di vista il segretario Cgil ha ricordato l’altra proposta avanzata recentemente dalla Camera del lavoro e poi raccolta dall’amministrazione comunale, quella di concorrere al bando per la riqualificazione urbana e per le periferie che potrebbe portare a Terni risorse significative (fino a 18 milioni di euro).

C’è poi il capitolo legalità, con particolare riferimento ad un fenomeno “molto preoccupante” che si registra soprattutto nel sistema degli appalti, cancellando i contratti nazionali e tagliando salario e diritti. Abbiamo denunciato più volte questi episodi in direzione territoriale del lavoro, ora gradiremmo un intervento degli enti preposti per far rispettare le regole e scongiurare una competizione al ribasso”. Sul tema degli appalti, tra l’altro, la Cgil chiede da tempo una normativa regionale che fissi paletti e imponga regole stringenti anche nel frammentato universo degli appalti privati. Romanelli si è poi rivolto all’amministrazione comunale, alla quale, “pur comprendendo le difficoltà in un periodo di continui tagli dei trasferimenti statali”, la Cgil chiede di non rassegnarsi all’idea di “un’amministrazione leggera” che abdica a un ruolo di controllo e gestione diretta di servizi di qualità. In particolare, sulla questione delle farmacie la Cgil insiste sulla necessità di non abbandonare al privato un servizio che, se gestito oculatamente, può rappresentare “un’opportunità per il Comune anche da un punto di vista economico”. Mentre per quanto riguarda l’istituto Briccialdi “non si può predicare a parole l’importanza della cultura come risposta anche ai pericoli e alle tensioni dei nostri tempi e poi assistere al declino di uno dei più importanti istituti di formazione musicale d’Italia”. Per questo la Cgil torna a chiedere la statizzazione dell’ente, con un impegno diretto dei parlamentari del territorio nei confronti del governo.

Così la Camera del Lavoro di Terni mette sul tavolo una serie di proposte ed idee che confluiranno in un documento – una “piattaforma sindacale”, come si diceva una volta – che la Cgil regionale presenterà a settembre, sottoponendola al confronto con le altre organizzazioni sindacali e con le controparti, imprenditoriali e istituzionali. “Il tutto – ha concluso il segretario della Cgil di Terni – nella convinzione che la protesta da sola non porti da nessuna parte e che ci sia bisogno, invece, di una proposta seria e condivisa per portare finalmente fuori dalla crisi questo territorio e questa regione”.