Le RSU di ASM hanno diramato un comunicato stampa nel quale spiegano la loro posizione.

“Sono ormai diversi mesi che la vicenda relativa alla privatizzazione di ASM viene riportata sulle prime pagine dei maggiori quotidiani locali, in merito all’oggetto la RSU più volte ha richiesto in quei rari tavoli istituzionali che sulla vicenda deve essere aperto un tavolo di confronto tra le parti con l’obiettivo di fare estrema chiarezza sulla vicenda.
Ribadiamo il nostro convincimento: una semplice operazione di vendita legata solo ed esclusivamente alle esigenze di quadratura del bilancio Comunale verrà contrastata con ogni mezzo.
Tale scelta risulta essere dannosa non solo per le maestranze ma per gli interessi dell’intera collettività in quanto l’ASM rappresenta un pezzo di welfare locale, che storicamente si è costruito e rafforzato nel territorio e può per il futuro rappresentare un volano di sviluppo non solo all’interno del territorio Comunale e Provinciale ma anche Regionale.
A questo punto riteniamo indispensabile e non più rinviabile che la proprietà apra un tavolo di confronto con la RSU/OO.SS., cosa che fino ad oggi non è mai avvenuto al fine di scoprire le carte in tavola su alcuni aspetti che sono di vitale importanza per ASM:

• Progetto industriale che ci consente di capire ed individuare quale sono le future direttrici di sviluppo;
• Vengano finalmente e in modo definitivo resi noti il reale stato finanziario partita debiti e crediti con la nostra proprietà;
• Chiediamo inoltre che in attesa che si apra una fase di confronto e discussione sui due punti precedenti la proprietà non intraprenda nessuna iniziativa Politica/Amministrativa e che vengano revocate le due delibere di Consiglio Comunale che riguardano la vendita del 50% delle quote di Umbria Energy nonché la vendita di quote (fino al 40% di ASM) e soprattutto vengano ridate alla gestione di ASM sia la Votiva Lux che la pubblica illuminazione.

Detto ciò le RS congiuntamente hanno predisposto una assemblea di tutti i lavoratori che si terrà venerdì 1 luglio al fine di condividere una piattaforma di rivendicazione che non può prescindere dai punti sopra esposti.”