Il protocollo d’intesa siglato da Umbria, Marche e Toscana va dalla riduzione da tre ad un unico servizio a Bruxelles, all’istituzione di una centrale unica per gli acquisti in sanità (ma anche in altri settori), alla definizione di progetti comuni nel campo delle relazioni e della cooperazione internazionale, si prevedono iniziative comuni di promozione del “brand” delle tre Regioni in relazione ai “comuni e condivisi caratteri distintivi dell’identità regionale” e si prevedono anche la definizione di “modelli unici” sia per le azioni di incentivazione per le imprese, sia per la promozione ed il sostengo dell’occupazione giovanile. Altro impegno è quello di individuare elementi comuni “transfrontalieri” nell’ambito delle strategie per le “aree interne”, infine, c’è la comune volontà di definire le modalità per la realizzazione congiunta di una o più centrali uniche per l’attuazione del numero unico europeo di emergenza 112. L’accordo prevede che i tre presidenti si riuniscano, anche insieme ai rispettivi assessori, per concordare linee di azione comuni e progetti di collaborazione e stabilisce, inoltre, che le Giunte regionali effettueranno incontri periodici a cadenza almeno semestrale per approvare i programmi e monitorarne la realizzazione. Si istituiscono, infine, gruppi tecnici di lavoro interregionali negli ambiti previsti dal “protocollo”.

Un passo in avanti molto importante” ha definito il protocollo d’intesa il presidente della Toscana Enrico Rossi ribadendo come con questa scelta le tre Regioni “possano realizzare servizi migliori per i cittadini”.

Sulla carica “innovativa” del protocollo si è soffermato il presidente della Marche Luca Ceriscioli, ricordando che la stessa Conferenza delle Regioni italiane “ha avviato un percorso ed un confronto per il ridisegno istituzionale dell’assetto regionalista dello Stato. Con questo atto noi abbiamo voluto mettere in moto un cammino virtuoso per il raggiungimento di obiettivi concreti e immediati, ma che nel suo insieme guarda anche al futuro e a ciò che potrà essere il nuovo assetto dello Stato”.