Approvata, a maggioranza, dai membri di due commissioni consiliari dell’Assemblea legislativa umbra, la Prima (bilancio) e la Terza (welfare), la proposta di risoluzione sulle “misure integrative al sostegno per l’inclusione attiva. In favore hanno votato i consiglieri del Pd Smacchi, Guasticchi, Casciari, Leonelli, Chiacchieroni e Barberini, Rometti (SeR) e De Vincenzi (Rp), mentre si sono astenuti Carbonari (M5s) e Nevi (FI).

L’atto di indirizzo, frutto del lavoro di approfondimento svolto in seguito alla presentazione di una mozione del M5S, impegna la Giunta di Palazzo Donini “ad attivare misure regionali integrative del Sia, il sostegno per l’inclusione attiva, individuate nell’ambito del Por Fse, in analogia con le misure previste dal Governo nazionale, nel periodo 2016-2018. Le risorse stanziate, pari a 12 milioni di euro nel triennio, dovranno essere suddivise tra “sostegno all’occupazione di disoccupati e inoccupati” e “inclusione sociale e lotta alla povertà”: la dotazione finanziaria potrà essere destinata anche alle annualità 2019 e 2020 in relazione agli esiti dell’attuazione delle misure.

Gli interventi di “sostegno all’occupazione di disoccupati e inoccupati” avranno come beneficiari i componenti di famiglie con figli minori e priorità per quelle con minori disabili. Aumentato a 4 mesi (ne erano previsti 2) il termine entro il quale, terminato il tirocinio, un’azienda può assumere per godere dei benefici di legge, non necessariamente nello stesso luogo del tirocinio (per aumentare le possibilità di impiego).

Le misure per “inclusione sociale e lotta alla povertà” dovranno individuare come “persone vulnerabili” coloro che abbiano un Isee da 0 a 6 mila euro; una età compresa tra i 18 ed i 65 anni, con particolare attenzione alle fasce di età intermedie dai 45 a 55 anni con o senza figli minori; essere in stato di non occupazione o disoccupazione certificabile; non avere usufruito del Sia o altri interventi di sostegno. In più, quale norma transitoria finale, la commissione ritiene necessario che la Giunta riporti in commissione la delibera che definisce la condizione di vulnerabilità. Viene infine inserita la clausola valutativa con cui l’Esecutivo rendiconterà annualmente circa l’efficacia del provvedimento”.