“Mancata attuazione”, in Umbria, della legge sul contrasto alla ludopatia, che verrà ora trasmessa all’Assemblea legislativa di Palazzo Cesaroni per la presa d’atto. A dirlo è una relazione approvata – a maggioranza – dal Comitato per il monitoraggio e la vigilanza sull’amministrazione regionale, grazie ai voti favorevoli di Raffaele Nevi (Forza Italia, che dell’organismo è anche il presidente), e Sergio De Vincenzi (della lista Ricci presidente) mentre Carla Casciari (Pd) si è astenuta. Le relazioni in Aula saranno svolte da Nevi e dalla Casciari, la quale ha spiegato la propria astensione rilevando che “l’applicazione della legge ha risentito del passaggio dalla IX alla X legislatura regionale e anche del cambio di assessore” per la casciari “sono state comunque avviate alcune importanti misure di contrasto alla ludopatia”.

Il Comitato ha inoltre deciso di convocare in audizione, per giovedì 28 aprile, i vertici di Sviluppumbria e l’assessore regionale Fabio Paparelli, sulla vicenda dei fondi di cui è stato chiesto il rimborso ai Consorzi Tns e Crescendo. Saranno ascoltati anche i direttori delle due Asl umbre in merito alla verifica delle esenzioni dal pagamenti dei ticket sanitari e agli affitti passivi, come richiesto dal consigliere di Fd’I Marco Squarta.

“Dalla verifica effettuata – spiega la relazione – emerge che la legge regionale non è stata attuata. In particolare, non vi sono risultanze in merito alla rilevazione della presenza degli apparecchi da gioco sul territorio regionale, un’attività definita come propedeutica, sia all’attuazione di altri interventi, sia come punto di partenza per una successiva attività di valutazione sugli effetti della legge regionale. Non è stata, predisposta e inviata all’Assemblea legislativa nemmeno la prima relazione in risposta alla clausola valutativa sullo stato di attuazione della legge, che avrebbe dovuto essere trasmessa dalla Giunta regionale entro il 30 settembre 2015. Per quanto concerne la riduzione dell’aliquota Irap a favore degli esercizi pubblici che decidono di richiedere il marchio ‘No slot’ “la Giunta regionale – prosegue la relazione del comitato per il monitoraggio e la vigilanza sull’amministrazione regionale – non ha provveduto ad adottare gli atti con cui vengono definite le modalità di applicazione dell’intervento (mentre è stata presentata una proposta di modifica legislativa, attualmente all’esame della Terza Commissione permanente, che fa slittare i termini del periodo di sperimentazione al triennio 2017-2019)”.

Per il comitato “la Giunta regionale ha provveduto soltanto a mettere in campo alcune attività di carattere preliminare, che riguardano l’istituzione del gruppo di lavoro che ha definito il Piano operativo per la prevenzione, il contrasto e la cura del gioco d’azzardo patologico, adottato nell’ottobre 2015. Lo strumento indicato dovrebbe rappresentare il punto di partenza per l’attuazione degli adempimenti a carico della Giunta, la sua adozione è avvenuta con forte ritardo rispetto all’intero impianto della legge regionale e non rientra tra le attività previste dalla legge ’21/2014′. Infine il servizio di ‘Numero verde regionale’ risulta attivato a partire dal 1 marzo 2016, tuttavia la prevista campagna informativa non risulta ancora avviata e la comunicazione istituzionale è avvenuta soltanto tramite un comunicato stampa. E non è stato ancora firmato il Protocollo di intesa tra Regione Umbria, Anci, Corecom, Forze dell’ordine, Prefetture di Perugia e Terni, Amministrazione dei Monopoli di Stato, Fondazione Umbra contro l’usura, mirante alla prevenzione e al contrasto del gioco d’azzardo patologico e illegale”.