Ancora il tema della crisi dell’editoria all’attenzione della Regione Umbria. La Prima commissione dell’Assemblea legislativa, ha infatti dedicato la sua ultima seduta alle problematiche e alle prospettive connesse al mondo dell’informazione in Umbria. Presente anche l’assessore regionale Fabio Paparelli. Commissione e Giunta hanno concordato sul fatto che quest’ultima presenti – entro il mese di maggio – una prima relazione schematica con le linee fondamentali di indirizzo di una proposta di legge regionale sull’editoria, in maniera che la Commissione possa fare le proprie proposte e integrazioni, per poi arrivare con un testo da discutere agli Stati generali dell’informazione che l’Esecutivo di Palazzo Donini ha intenzione di organizzare entro la prossima estate.

L’assessore Paparelli ha spiegato come alla Regione spetti il compito non solo di supporto economico al mondo dell’editoria, ma anche quello di facilitare e stimolare i processi virtuosi dell’informazione, valore fondante della democrazia, che tutela il diritto della cittadinanza ad essere informata, senza perdersi in una marea di contenuti.

Per questo si partirà da 5 aree di intervento: il SUPPORTO ALLE NUOVE TECNOLOGIE e allo sviluppo digitale dell’editoria, aiutando le imprese che vogliono investire in questo campo; utilizzazione della LEVA FISCALE con alcuni possibili sgravi per favorire il settore; trovare una modalità di utilizzo delle risorse finalizzate dei FONDI STRUTTURALI che preveda un ruolo delle imprese, in maniera che le modalità di comunicazione dei fondi strutturali possano avvenire attraverso il sostegno all’informazione di qualità veicolati dai media del territorio; POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO per favorire la transizione di imprese e lavoratori, con forme di ammortizzazioni sociali; lavorare sull’EDUCAZIONE, introducendo in maniera incentivata i giovani e le scuole ad una educazione più corretta all’informazione”.

“I soggetti interessati a questi interventi – ha proseguito l’assessore regionale – saranno la carta stampata, l’informazione web, le tv e le radio locali e le agenzie di stampa. Il settore è oggi al centro di una radicale trasformazione. In Umbria c’è, attualmente, una enorme frammentazione con circa 200 aziende iscritte al registro degli operatori della comunicazione. Esiste, dunque – spiega Fabio Paparelli – una capillare diffusione, ma i problemi sono la pubblicità e la sostenibilità economica prima dell’estensione territoriale, con una micro copertura. L’Umbria dispone oggi di 9 emittenti televisive locali, oltre 20 radio, 4 quotidiani, oltre 30 testate on line. Un valore in termini di pluralismo culturale, ma in un bacino con meno di un milione di abitanti. La strada da percorrere – ha concluso – è quella di rendere compatibili queste caratteristiche con la crisi di sistema in atto, lo scenario di ristrutturazione del sistema con la razionalizzazione delle risorse disponibili”.