Parere favorevole, a maggioranza, della Prima commissione regionale al bilancio di previsione dell’Assemblea legislativa umbra. Il voto è avvenuto nell’ultima seduta dell’organismo, convocata per consentire l’avvio della discussione sui tre documenti che compongono la manovra finanziaria predisposta dalla Giunta regionale precedentemente illustrata dalla presidente Catiuscia Marini. I rappresentanti delle opposizioni si sono astenuti.

Il bilancio per l’anno 2016 dell’Assemblea di Palazzo Cesaroni ammonta a 19,2 milioni di euro, che proverranno dai trasferimenti operati dalla Giunta regionale, dai contributi dell’Autorità nazionale per le comunicazioni, dagli interessi attivi sui conti correnti e dai rimborsi per il personale comandato presso altre amministrazioni pubbliche. A questi si aggiungono circa 730mila euro di fondi liberi derivanti dall’avanzo di gestione del 2015.

Le spese riguardano, invece, in gran parte gli organi istituzionali (9,97 milioni di euro per indennità, fondo di previdenza per il pagamento dei vitalizi, contributi ai gruppi consiliari, patrocini, eventi, Corecom, trasferimenti a Isuc, Centro studi giuridici e Consiglio autonomie locali), funzionamento e manutenzione (1,3 milioni) ed il personale (7 milioni).

Prima del voto, il consigliere Claudio Ricci (Rp) ha evidenziato come “siano presenti poste di bilancio che potrebbero essere ottimizzate. Occorrerebbe uno sforzo maggiore in tal senso anche da parte dell’Assemblea – ha aggiunto – visto che il criterio generale seguito nel bilancio di previsione 2016 è quello di razionalizzare e diminuire la spesa”, mentre Maria Grazia Carbonari (M5S) ha chiesto chiarimenti circa accantonamenti, affitti passivi e patrocini concessi dalla Regione.

Sono stati poi illustrati gli emendamenti fin qui presentati dai consiglieri e dalla Giunta regionale, ed è stato redatto un calendario dei lavori che prevede, per domani, giovedì 31 marzo, alle 15, la presentazione di ulteriori emendamenti e la votazione di tutti gli emendamenti e degli atti che compongono la manovra, in modo da farla approdare in Aula nella seduta di martedì 4 e mercoledì 5 aprile.