Il Sindaco di Narni, Francesco De Rebotti, interviene sulla delicata vicenda in atto allo stabilimento dell’Elettrocarbonium di Narni Scalo, la cui sorte, ormai, appare purtroppo segnata.

Questo il testo integrale della sua nota.

Da tempo ormai leggiamo dichiarazioni di personaggi dediti alla critica fine a se stessa e peggio ancora alla speculazione politica finalizzata solo alla disinformazione sulla vicenda della Sgl/Elettrocarbonium. In tali articoli si legge di “personaggi e sponsor che starnazzavano come tacchini per iscriversi al partito dei “plauditores”. Appare palese ed evidente che chi dichiara ciò non conosce, né gli è mai probabilmente interessato conoscere davvero la vicenda, occuparsi del problema e tanto meno dare un contributo alla soluzione della stessa. Si arriva a teorizzare addirittura che “Narni è stanca di una classe dirigente incapace o peggio” insinuando, istillando con quel “peggio”, il dubbio in chi legge, di qualcosa di oscuro. Lo si dica espressamente, ci si assuma le responsabilità di ciò che si afferma più esplicitamente, cosi si risponderà sullo stesso livello. Nella mia ormai lunga esperienza politica mai mi sono permesso di offendere, calunniare nessun avversario politico, mi stupisce e mi rammarica che ciò venga fatto da giovani e rampanti leader di destra che dovrebbero portare in politica, come tutti, capacità di analisi e serietà e non l’invettiva o l’offesa. Per quanto ci riguarda si preferisce continuare a lavorare per raggiungere gli obiettivi che stanno a cuore ai cittadini e ai lavoratori e non andare dietro alle “starnazzanti”, in questo caso si, dichiarazioni di chi non ha elementi per esprimere giudizi di merito. Innanzi tutto vale la pena ricordare che il 10 febbraio 2014, prima ancora che la Sgl mettesse i liquidazione la società italiana, il Consiglio Comunale approvò all’unanimità un ordine del giorno che diceva:

“Il Consiglio Comunale da’ mandato al Sindaco, di frapporre all’ipotesi di chiusura tutte le iniziative necessarie perché si renda chiaro alla multinazionale che la comunità e il territorio più in generale, non accetteranno la chiusura dello stabilimento e che in assenza della continuità produttiva le istituzioni preposte formuleranno in modo proporzionale le loro richieste riguardo agli obblighi di legge, con coerenza e assoluta trasparenza ma con assoluta determinazione a non fare sconti”.

Si evince chiaramente che l’amministrazione Comunale ha pedissequamente seguito le indicazioni che gli sono state indicate dal Consiglio Comunale. Inoltre, a proposito della valutazione sull’eventuale nuovo acquirente, va chiarito che in base a quanto dichiarato dalla Sgl Carbon nella lettera inviata da Klaus Unterharnscheidt, Vice Presidente BU GCE, SGL Carbon GmbH, Wiesbaden (Germania ) il 4 marzo 2014 alle istituzioni ed alle OO.SS. nazionali, di cui si allega uno stralcio, la valutazione spettava innanzi tutto alla Sgl e ai liquidatori non certo al comune di Narni che comunque, come era suo dovere, ha sempre fatto tutto il possibile affinché il progetto andasse in porto. Infatti la lettera del vice presidente recitava: “ Nel rispetto delle procedure di liquidazione, qualsiasi offerta di acquisto pervenga per lo stabilimento di Narni dovrà essere sottoposta ai liquidatori di SGL CARBON Spa. Prima di avviare una qualsiasi verifica in merito alla vendita del sito, i nostri liquidatori dovranno accertare l’affidabilità del potenziale acquirente e vagliare i termini dell’offerta riguardo al piano di liquidazione, la tempistica, le risorse finanziare e tutti gli altri prerequisiti del caso”. Il nostro dovere è quindi di non lasciare nulla di intentato al fine di garantire il lavoro e la ripresa della fabbrica. A tal proposito ci impegneremo, come e più di prima, al raggiungimento di questo risultato, difficile, complesso e su cui confidiamo di incontrare l’impegno e la stessa motivazione nelle altre istituzioni. Io il mio impegno, la mia passione e la mia faccia l’ho messa, la metto e continuerò a metterla, in ogni occasione, in ogni passaggio per cercare di dare un contributo alla soluzione positiva della vicenda.

Francesco De Rebotti