“No all’ampliamento della discarica Le Crete”. A chiederlo sono i consiglieri regionali di centro destra e liste civiche Raffaele Nevi (Forza Italia), Sergio De Vincenzi, Claudio Ricci (Ricci presidente), Emanuele Fiorini, Valerio Mancini (Lega Nord) e Marco Squarta (Fratelli d’Italia), in una mozione in cui si “impegna la Giunta a non dichiarare superato il dissenso espresso dall’amministrazione comunale di Orvieto sul progetto definitivo di adeguamento morfologico del sito proposto dalla Società SAO, e quindi non favorire ulteriori ampliamenti della discarica Le Crete”.

Nel provvedimento si ricorda come il “Comitato di coordinamento sulle valutazioni ambientali abbia chiuso il 20 gennaio scorso i suoi lavori, rilasciando un parere per la Giunta regionale, ai fini dell’assunzione della decisione di competenza, che spiega come “sussistano le condizioni per il superamento del dissenso espresso dall’amministrazione comunale orvietana sul progetto definitivo di adeguamento morfologico dell’impianto. La soprintendenza ai Beni archeologici e paesaggistici dell’Umbria ha espresso la propria contrarietà all’ampliamento della discarica Le Crete, così come il Consiglio Comunale di Orvieto che per ben due volte e all’unanimità ha espresso la sua contrarietà, ribadendo tale posizione anche con una mozione approvata lo scorso ottobre”.

“Inoltre – prosegue la mozione – nel gennaio dello scorso anno, l’assessore Rometti, a nome della Giunta, dichiarò che ‘per la discarica Le Crete non ci sono assolutamente esigenze di ampliamento e tanto meno ve ne sono per lo sfruttamento di un terzo calanco. Anche perché le politiche regionali sono indirizzate al superamento delle discariche, come chiede l’Europa. L’uso del territorio è prerogativa delle comunità attraverso le istituzioni locali e la Regione, insieme al Comune, fin dall’inizio ha sostenuto la non sussistenza di motivazioni per un ulteriore ampliamento dell’area destinata al trattamento e smaltimento di rifiuti, già ampliata recentemente per una capacità di quasi un milione di metri cubi. In questo quadro – concluse allora Rometti – è del tutto evidente che resta escluso qualsiasi intervento per l’incremento di aree destinate a discarica”.