“La tutela del risparmio rientra tra le competenze esclusive del Governo nazionale”. Lo ha detto l’assessore regionale Fabio Paparelli, rispondendo – nell’ultimo question time dell’assemblea legislativa umbra – ad una interrogazione presentata dal consigliere del M5S Maria Grazia Carbonari, che chiedeva di conoscere l’entità delle misure messe in atto dalla Giunta regionale, sia nei confronti del Governo nazionale che della Banca d’Italia, affinché i risparmiatori umbri, vittime del decreto ‘Salvabanche’ possano al più presto ricevere i relativi rimborsi.

“L’Umbria, come molte altre realtà territoriali e regionali – ha spiegato l’assessore Paparelli – ha però sensibilizzato il Governo, in sede di Conferenza delle Regioni, rispetto alla delicatezza della situazione, sollecitando l’adozione del provvedimento per l’indennizzo dei danni subiti dalle fasce più deboli della popolazione. A questo scopo, d’intesa con le Regioni maggiormente coinvolte, l’Umbria sta valutando le modalità per poter supportare i consumatori nel percorso legale finalizzato al riconoscimento dei loro diritti. Questo – ha aggiunto Fabio Paparelli – potrà attuarsi attraverso la previsione di un intervento da inserire nel contesto di bilancio di previsione 2016, con la costituzione di un fondo destinato a coloro che hanno un reddito Isee inferiore a un parametro che verrà a breve stabilito e che terrà conto delle necessità di supportare le fasce più deboli della popolazione colpita. Verrà quindi attivato un sostegno per le spese legali che dovranno sopportare, ovviamente nei limiti delle competenze che sono proprie della Regione”.

L’assessore umbro ha specificato come si tratti di un atto concreto destinato ad aggiungersi a quanto fatto dal Governo nazionale attraverso un emendamento alla ‘Legge di stabilità’ che ha portato alla creazione di un fondo di 100 milioni. “Chiaramente – ha concluso l’assessore regionale – auspichiamo che venga fatta chiarezza sulle responsabilità. Credo sia comunque necessaria una seria ed approfondita riflessione in sede di Commissione per approfondire il rapporto tra l’utente consumatore e la banca”.