Presentata, presso la Terza commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, la proposta di legge dei consiglieri Giacomo Leonelli (Pd) e Silvano Rometti (Socialisti e Riformisti) in materia di diritti e tutela degli animali. La norma recepisce i contributi di numerose associazioni di volontariato che si occupano degli animali e della loro tutela.

La proposta di legge per la quale la commissione regionale presieduta da Attilio Solinas ha avviato l’istruttoria, nasce dall’interlocuzione con le decine di associazioni che si occupano degli animali, non solo cani e gatti ma anche non da affezione. Giacomo Leonelli, uno dei firmatari del documento, ha spiegato come la stessa miri a definire la complessità della vita degli animali presenti sul territorio regionale, introducendo disposizioni che vanno a incidere anche sulla salute pubblica e quindi il benessere del territorio ed i suoi elementi di civiltà. “C’è un mondo particolare che guarda al Consiglio regionale come luogo dove si fanno anche queste politiche – ha aggiunto – e l’Umbria deve avere una legislazione al passo coi tempi, che sia condivisa dalle associazioni, visto che sono ormai trascorsi ben 25 anni dalla vecchia legge 281”.

Il progetto di legge prevede l’istituzione, presso la presidenza della Giunta, dell’Ufficio regionale per i diritti e la tutela degli animali, in collaborazione con gli assessorati alla Sanità, all’Ambiente e alle Politiche agricole, e l’istituzione di un Garante e di una Commissione per i diritti e la tutela degli animali. Altri soggetti attivi saranno Comuni e Asl.

Nell’articolato di questo atto sono comprese disposizioni contro il maltrattamento di animali, prevenzione del randagismo, norme sulle dimensioni dei recinti, sull’accesso ai giardini, parchi e aree pubbliche, accesso degli animali sui servizi di trasporto pubblico e nei locali pubblici. Prevista anche la possibilità di realizzare cimiteri per gli animali di affezione. Il nuovo testo norma, inoltre, le definizioni di canili, gattili, oasi feline, rifugi, centri di custodia e recupero e contiene divieti riguardanti allevamento e utilizzo di animali ai fini della sperimentazione e di animali da pelliccia. Viene istituito un servizio sanitario veterinario mutualistico regionale, cui avranno accesso cani liberi accuditi, gatti liberi o in colonie feline, animali randagi presenti nelle strutture pubbliche o affidati in custodia giudiziale a Comuni, associazioni o privati. Avranno diritto alle prestazioni veterinarie di base i proprietari con reddito Isee non superiore a 12mila euro l’anno, i titolari di pensione sociale, gli ultrasessantacinquenni titolari di pensione minima ed i portatori di handicap grave.