Il consiglio provinciale di Terni ha approvato, con il voto della maggioranza e quello contrario dell’opposizione, le procedure di predissesto finanziario. “La decisione – ha spiegato il presidente Leopoldo Di Girolamo – è stata assunta dopo aver preso atto dell’impossibilità di coprire il disavanzo di 4,5 milioni di euro”. La procedura prevede la presentazione entro 90 giorni al ministero e alla corte dei conti di un piano di rientro spalmato su 10 anni. “L’atto – ha detto di Girolamo – tutela l’ente da eventuali procedure esecutive e ci consente di giungere ad un riequilibrio finanziario senza inficiare l’operatività dell’ente e la forza lavoro. La Provincia – ha ricordato il presidente – si trova in questa situazione nonostante i conti in ordine, nessun ricorso ad anticipazione bancarie e il rispetto del patto di stabilità”. Di Girolamo e il vicepresidente Lattanzi hanno anche annunciato il prossimo avvio del contenzioso giuridico con il governo per l’entità dei tagli ritenuti sovradimensionati. Sergio Bruschini (Provincia Civica) ha posto l’accento sul mantenimento dei servizi e sulla salvaguardia dei posti di lavoro. “Vanno trovate – ha affermato – anche soluzioni adeguate per i dipendenti non ancora ricollocati. Su tutta questa vicenda – ha poi dichiarato – la Regione non ha fatto tutto quello che poteva fare”. “Oggi chiudiamo una fase per aprirne un’altra – ha affermato Giuseppe Germani (Democratici, progressisti e riformisti) – consentendo all’ente di mantenere la sua operatività. Dobbiamo però domandarci quale sarà il suo futuro”. Secondo Manuela Beltrame (Provincia civica) “questa manovra ricadrà sulle tasche dei contribuenti, oggi la Provincia è un ente che non serve più”.