E’ stato l’Assessore regionale Fernanda Cecchini ad illustrare i tratti salienti del piano per la tutela e conservazione della fauna ittica e per la pesca sportiva ai membri della Terza Commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria presieduta da Attilio Solinas.

“Si tratta – ha spiegato – di un documento di indirizzo per la salvaguardia delle specie autoctone e la limitazione di quelle alloctone, che indirizza l’attività di pesca e di conservazione dei sistemi acquatici in sintonia con le normative europee in materia. Il piano tiene conto degli oltre 100 siti di interesse comunitario che si trovano su questo territorio e indirizza le attività di allevamento per la salvaguardia delle specie e di ripopolamento per le attività di pesca sportiva, in collaborazione con le varie associazioni che operano nel settore. In passato – ha sottolineato la Cecchini – erano le Province ad occuparsi di allevamento, rilasciando parte della produzione di trote nei corsi d’acqua per la pesca sportiva e lasciandone una parte nei centri di produzione, ma una volta rimaste senza risorse, le Province le hanno liberate tutte. Ora le funzioni sono in capo alla Regione, che si sta occupando, insieme al centro ittico di Borgo Cerreto, sia dell’allevamento della trota mediterranea, come richiesto dalle direttive Ue, sia al rilascio nei corsi d’acqua, che sarà in quantità minore rispetto al passato per i motivi spiegati. Ad ogni modo – ha aggiunto l’assessore umbro – nei giorni scorsi sono stati rilasciati 45 quintali di trote ed altri verranno rilasciati a fine mese. Va però chiarito che il piano non specifica le quantità ma indica le modalità da seguire per raggiungere gli obiettivi. Se ognuno farà il proprio dovere, compresi i pescatori che devono impegnarsi a pescare solo esemplari da almeno 22 centimetri, le ‘trotelle’ – ha concluso Fernanda Cecchini – diverranno allora trote”.

I consiglieri regionali hanno poi chiesto conto dei costi dei centri ittici regionali e delle loro funzioni. Per quanto riguarda Borgo Cerreto, è stato spiegato che il sito è specializzato nella produzione della trota mediterranea, come richiesto dalle direttive Ue che sovrintendono il piano regionale. A sant’Arcangelo di Magione, c’è, invece, l’unico centro al mondo che produce il luccio italiano, di cui custodisce il solo ceppo puro, diverso da quello europeo.