Si è parlato anche di sanità nell’ultimo question time dell’assemblea legislativa dell’Umbria. L’assessore regionale Luca Barberini, ha infatti risposto ad una interrogazione del consigliere del Pd Attilio Solinas, secondo il quale la riorganizzazione di dipartimenti aziendali e strutture semplici della Asl n.2 sarebbe stata operata senza alcun confronto.

Per Solinas, “la Asl n. 2 ha seguito negli ultimi mesi una procedura che appare forzata, presentando un atto aziendale all’assessorato alla Sanità in cui non erano però contenuti gli atti relativi all’organizzazione delle nuove unità dipartimentali”. Il consigliere del Pd ha spiegato come la struttura abbia successivamente deciso di aumentare i dipartimenti aziendali e le strutture semplici dipartimentali da 43 a 60 con l’intento di riorganizzare alcune aree penalizzandone però altre, come l’alcologia che viene di fatto soppressa. Non volendo in alcun modo mettere in discussione l’autonomia delle Aziende sanitarie, Solinas ha ricordato come l’organizzazione complessiva del sistema sanitario umbro spetta alla Regione e le Aziende devono attenercisi. “In tutto questo – ha aggiunto – non è stato attivato e consultato il Consiglio dei sanitari ed è mancata la conferenza dei servizi”.

Nella sua replica, l’assessore alla sanità Luca Barberini ha risposto spiegando che “la Asl n.2 è nata dalla fusione di due preesistenti aziende territoriali. La vecchia Asl n.3 aveva 9 dipartimenti e la Asl n. 4 ne aveva 8. Complessivamente da 17 dipartimenti si è passati a 11. L’atto a cui si fa riferimento mantiene gli 11 dipartimenti ma viene variata la composizione dipartimentale relativamente alle strutture semplici, attraverso una riduzione di strutture semplici dipartimentali, con il loro adeguamento e la connotazione a valenza dipartimentale di alcune strutture semplici. Queste variazioni – ha proseguito Barberini – sono state argomento di confronto con il responsabile delle macro-articolazioni e mirano ad arrivare a una progressiva riduzione delle strutture semplici, dato che la norma impone di arrivare a un 30% in più delle strutture semplici rispetto alle strutture complesse. La Giunta ha chiesto alle direzioni generali delle Asl di dare completa attuazione a questa riduzione entro il 31 dicembre 2016, così come prevede la normativa. L’atto in questione – ha aggiunto l’assessore umbro – è una prima parte di riorganizzazione delle strutture semplici, comunque i numeri individuati sono all’interno degli standard. Barberini ha concluso sottolineando come i contenuti dell’atto aziendale appaiano appropriati ed il Collegio di direzione risulti essere stato ascoltato”.

Dicendosi “soddisfatto” della risposta, Attilio Solinas ha comunque sollecitato l’attenzione “per l’eccessiva autonomia che si è registrata negli ultimi anni in alcune aziende sanitarie”.