“Malgrado i proclami del Governo dopo l’approvazione del Jobs Act, la cassa integrazione in deroga per il 2015, fino a giugno, non era ancora stata corrisposta. Di recente è stata effettuata una prima tranche di pagamenti, ma le criticità persistono”. L’argomento è stato dibattuto durante l’ultimo question time dell’assemblea legislativa dell’Umbria, grazie ad una interrogazione presentata dai consiglieri della Lega Nord che chiedevano alla Giunta di fare chiarezza sul ritardo nei pagamenti.

Nella sua replica, l’assessore regionale Fabio Paparelli, ha spiegato come la Regione abbia il compito di provvedere solo all’istruttoria e all’autorizzazione delle domande della cassa integrazione in deroga, perché il resto spetta all’Inps. “La Regione – ha aggiunto – provvede ad emanare i provvedimenti di autorizzazione solo in presenza di copertura finanziaria rappresentata dalle risorse messe a disposizione dal Ministero del Lavoro. Ad oggi, le domande di Cig pervenute alla Regione Umbria dall’inizio 2015 sono 3.739, e interessano 1.349 imprese e 5.835 lavoratori. La Regione Umbria, sulla base dei fondi assegnati dal Ministero del Lavoro – ha proseguito l’assessore Paparelli – ha provveduto a autorizzare 2.517 domande di cassa integrazione per un totale impegnato di 10milioni e 196mila euro ed un totale rendicontato di 8milioni 108mila euro, con 1.069 imprese coinvolte e più di 4.000 lavoratori. Sono in attesa di autorizzazione altre 1.228 domande, cosa che avverrà non appena sarà approvato il decreto ministeriale di assegnazione delle risorse finanziarie perché la Regione esamina e emana i provvedimenti di autorizzazione solo in presenza di copertura finanziaria. Per tutte queste domande è stata anche completata l’istruttoria. Per il 2015 si stima un fabbisogno di circa 20 milioni. Al 29 ottobre sono stati inviati all’INPS 2.486 modelli trasmessi dalle aziende per il pagamento, (2.333 quelli pagati), 153 modelli relativi a 335 lavoratori risultano invece ancora in giacenza a causa di ritardata trasmissione. L’INPS – ha rilevato l’assessore umbro – ha respinto solo 4 domande di cassa in deroga autorizzate dalla Regione in quanto per due aziende risulta che non sono stati utilizzati tutti gli strumenti ordinari prima di accedere alla cassa in deroga, mentre le altre due aziende figurano in liquidazione. Sono 41 le domande presentate da imprese per un ammortizzatore sociale ordinario che hanno ricevuto dall’Inps o dal Ministero un rigetto per varie motivazioni”.

Paparelli ha anche sottolineato come per evitare che i lavoratori interessati si vengano a trovare sprovvisti di ammortizzatori sociali l’ente sia già pronto con le autorizzazioni correlate. “Proprio in questi giorni – ha concluso – c’è stata un’interpretazione da parte dell’Inps contraria alla prassi seguita da tutte le regioni. Ed è insieme ad altre realtà regionali che l’Umbria ha chiesto al Ministero del Lavoro un’interpretazione definitiva che sia coerente con l’impianto normativo”.