La Regione Umbria sta lavorando per dare ai cittadini e alle imprese un piano che con la parola ‘semplificazione’ esprima semplicità e partecipazione”. È quanto ha sottolineato l’assessore regionale alle Riforme Antonio Bartolini intervenendo al seminario “Quale semplificazione? Verso il Piano regionale per la semplificazione 2016 – 2017” che si è svolto a Villa Umbra, a conclusione di un ciclo di incontri che ha accompagnato l’elaborazione del piano, voluto e organizzato dall’assessore Bartolini.

La Regione Umbria ha avviato un percorso sistematico di semplificazione amministrativa già dalla scorsa legislatura, iniziato con l’approvazione della legge regionale 8/2011 e realizzato attraverso strumenti ed azioni previste dalla stessa legge. “La semplificazione amministrativa – ha ribadito l’assessore regionale alle Riforme Antonio Bartolini – è al primo posto delle azioni di questa legislatura. Questa giornata porta a compimento un percorso di ascolto in cui ho raccolto idee e proposte volte a migliorare un approccio che vuol essere sempre più aperto e non burocratico: meno carte, procedure più semplici, tempi certi nelle risposte. Un processo di semplificazione che è finalizzato anche ad agevolare l’utilizzo delle risorse pubbliche della programmazione comunitaria su cui l’Umbria potrà contare per il periodo 2014-2020. In un mese – ha specificato l’assessore – redigeremo la bozza di piano regionale per la semplificazione 2016 – 2017. Verrà poi resa pubblica e si avvierà il procedimento di consultazione pubblica fondamentale ed utile, soprattutto nella fase di formazione degli atti di programmazione amministrativa, per coinvolgere il cittadino e ridurre la distanza tra questo e le istituzioni, favorendo al massimo la sua partecipazione. Dovendo procedere alla elaborazione del secondo piano triennale per la semplificazione – ha rilevato l’assessore – proprio per l’importanza che riveste per i cittadini e le imprese abbiamo ritenuto necessario, oltre che presentare i risultati conseguiti, le difficoltà di attuazione incontrate, le criticità specifiche e di sistema che sono emerse, anche raccogliere le sollecitazioni e le proposte di tutti i possibili soggetti utili ad incidere concretamente sull’assetto e sul funzionamento della amministrazione regionale e per quanto possibile del sistema pubblico regionale”.