“La nuova programmazione europea 2014-2020 mette complessivamente a disposizione dell’Umbria un miliardo 585 milioni di euro che rappresentano la principale fonte di finanziamento per le politiche di sviluppo della Regione”. Lo ha detto la Presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini, partecipando alla seduta della Prima Commissione consiliare, per un’informativa sulle politiche comunitarie e sui fondi europei.

La somma in questione, frutto di risorse comunitarie, nazionali e regionali, è superiore di circa 215 milioni di euro rispetto alla precedente programmazione 2007-2013. “877 milioni di euro – ha spiegato la Presidente Marini – sono destinati al Programma di sviluppo rurale, 356 milioni al Fondo europeo per lo sviluppo regionale, 237 milioni al Fondo sociale europeo, 92 attraverso il piano operativo nazionale per le azioni integrate sul lavoro e 23 dal programma garanzia giovani.

Per la governatrice regionale l’Umbria è già avanti nel lavoro fatto. “La Commissione europea – ha sottolineato Catiuscia Marini – ha approvato i programmi operativi di sole cinque regioni italiane, tra cui questa. L’Umbria ha deciso di gestire i fondi 2014-2020 concentrando le risorse su un numero limitato di obiettivi. Per il Fesr si è scelto di dare l’85 per cento dei fondi sei assi prioritari: 100 milioni di euro a ricerca e innovazione; 31 all’agenda digitale; 85 milioni alla competitività delle Pmi; 56 all’energia sostenibile; 36 milioni ad ambiente e cultura; 31 milioni allo sviluppo urbano sostenibile. Per il Fse si è invece concentrato l’80 per cento delle risorse su 5 priorità: circa la metà dei fondi è stata dedicata all’occupazione con 107 milioni di euro; 55 all’inclusione sociale e alla lotta alla povertà; 56 a istruzione e formazione, con particolare attenzione a chi esce dalla scuola dell’obbligo e alla fascia universitaria e della ricerca; 9 milioni per rafforzare le prestazioni della pubblica amministrazione alla capacità amministrativa, ad esempio con il piano di rafforzamento amministrativo; 9 all’assistenza tecnica. Per il Psr la dotazione è rilevante anche in termini assoluti, visto che l’Umbria – ha spiegato la Presidente – dispone di più risorse di Marche e Lazio. Nello specifico 203 milioni di euro sono destinati agli investimenti in immobilizzazioni materiali, 175 all’agricoltura biologica e a pagamenti climatico-ambientali; 103 ai servizi di base delle zone rurali; 98 all’innovazione; 80 alle aree forestali; 63 alle zone montane svantaggiate; 46 per lo sviluppo locale; 35 per l’avvio di imprese agricole. “La Regione ha detto ancora la Presidente Marini – punta, insomma, a sostenere i distretti più innovativi che fanno da traino all’economia regionale”.

A rimanere fuori è il Fondo per lo sviluppo e la coesione “che questa volta il Governo gestisce direttamente in accordo con le regioni”. “Si tratta – ha spiegato la governatrice – di 30 miliardi di euro che per l’Umbria dovrebbero valere 200-250 milioni. Nella nuova programmazione questi fondi dovrebbero servire per le infrastrutture e per il dissesto idrogeologico. Il confronto è aperto. Noi – ha detto – abbiamo avanzato la nostra proposta e se ci assegnano almeno 80 milioni di euro noi siamo pronti a partire con gli interventi più urgenti. Nella nuova programmazione abbiamo inserito anche la dimensione territoriale con l’agenda urbana, che coinvolge Perugia, Terni, Foligno, Spoleto e Città di Castello, e che punta sulla mobilità sostenibile, su interventi per l’efficienza e il risparmio energetico, sulla digitalizzazione di servizi, la fruizione di attrattori culturali e la loro messa in rete e l’inclusione sociale. Allo stesso modo attenzione particolare viene dedicata alle tre aree interne della regione (l’Eugubino-Gualdese, la Valnerina e l’Orvietano-Pievese) per rompere i vincoli dell’isolamento, garantire quantità e qualità dei servizi pubblici, mettendole in grado di contribuire maggiormente al rilancio della regione. Sono previste poi misure particolari su realtà di particolare pregio ambientale, come il bacino del Trasimeno e di Piediluco, con interventi di riqualificazione e sviluppo”.

“Per favorire le imprese e semplificare i processi ha concluso la Presidente Umbra – la regione punta molto sulle misure a sportello. Per tutto ciò che può andare lì vorremmo evitare i bandi, lasciandoli per le procedure più complesse e selettive. Puntiamo ad attivare uno sportello informativo per aiutare imprese e cittadini sui fondi che la Commissione dà direttamente senza l’intermediazione della Regione, come il programma di ricerca, quello ambiente o quello cultura e media. Si tratta di programmi molto poco utilizzati – ha concluso Catiuscia Marini – che dovrebbero essere sfruttati meglio”.