Con 18 voti favorevoli, di Pd, Socialisti, ‘Ricci presidente’, Lega nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia, l’assemblea regionale di Palazzo Cesaroni ha approvato un documento che impegna la Giunta a ribadire “contrarietà alla realizzazione di nuovi impianti di incenerimento in Umbria, ma anche ad attivarsi per dare tempestiva attuazione alle previsioni del Piano regionale dei rifiuti, riferendo all’Assemblea con cadenza trimestrale, riducendo progressivamente il conferimento nelle discariche fino alla definitiva attuazione della direttiva comunitaria in tema rifiuti, che ne prevede la chiusura”. I due consiglieri del Movimento Cinque Stelle si sono astenuti, voto contrario da Umbria più uguale.

Nell’atto, concordato da tutti i firmatari – che ha integrato un documento analogo presentato inizialmente dai consiglieri regionali del centro destra e liste civiche ed illustrato in Aula dal portavoce Claudio Ricci – si valuta “impattante e non in linea con la programmazione regionale” la decisione del governo nazionale relativa alla “possibilità di realizzazione in Umbria di un nuovo inceneritore”.

L’astensione del Movimento 5 Stelle è stata motivata dal capogruppo Andrea Liberati: “Mozione troppo timida – ha detto – perché non basta dire ‘no’ all’inceneritore e non si spiega come ridurre il conferimento in discarica, come pure alla riconversione all’ampliamento autorizzativo e alla modifica del combustibile attualmente in uso presso gli impianti di Terni. Il Piano regionale dei rifiuti – ha aggiunto – non prevede un distretto Zero Waste a valle del trattamento biologico, una filiera corta del riciclo in grado di generare centinaia di posti di lavoro”.

Da parte sua Giuseppe Biancarelli (Umbria più uguale) che ha votato contro, ha rimarcato che “non si possono affrontare argomenti di questa portata con poche righe di un documento dove tra l’altro scompaiono parole legate alla strategia di rifiuti zero. E poi non si dice nulla – conclude – sul Css, sul suo utilizzo e dove potrà essere smaltito”.