“Verranno liquidate entro la fine del 2015 tutte le domande fatte dalle aziende per gli incentivi alla stabilizzazione dei precari”. Lo ha sottolineato l’assessore regionale al Lavoro, Fabio Paparelli, rispondendo, in Prima comissione, ad una interrogazione dei consiglieri del M5S su quelli che definiscono “gravi ritardi nell’erogazione degli incentivi ad alcune aziende previsti nell’avviso pubblico precari del 2011”.

L’assessore umbro ha spiegato che l’avviso prevede un incentivo a favore del datore di lavoro fino a 9 mila euro per ciascun lavoratore precario stabilizzato. “C’è stato un notevole interesse – ha detto Paparelli – visto che le domande ammissibili per il finanziamento sono state 468, con 1050 lavoratori coinvolti. L’avviso metteva a disposizione 8 milioni 300 mila euro. Di questi sono stati impegnati 7 milioni e 490 mila euro per le domande ammesse a finanziamento, con un risparmio di circa 800 mila euro che verranno reinvestiti nei progetti. Ad oggi – ha aggiunto – sono state liquidate per intero 181 domande, per 160 è in corso l’istruttoria di liquidazione, 30 domande sono di aziende in crisi, che quindi probabilmente non sarà possibile erogare, mentre per 97 domande l’istruttoria è in via di acquisizione. Complessivamente sono stati liquidati 4 milioni 519 mila euro”. Proseguendo nel suo intervento, l’assessore Fabio Paparelli ha spiegato come le maggiori criticità che hanno rallentato le procedure sono da individuare nell’elevato numero di adesioni al progetto, con un conseguente aumento dei tempi di verifica e controllo; la costante consulenza data dagli uffici, visto che la maggior parte delle richieste sono state di piccole e medie aziende. I tre anni previsti dall’avviso si sono inoltre dimostrati un periodo eccessivamente lungo e la crisi ha portato molte imprese ad avere il Durc non regolare e dunque una documentazione incompleta.

“Ma davvero importante – a giudizio dell’assessore umbro – è stata la novità di dare alle aziende la possibilità di scegliere la modalità di erogazione: unica soluzione o in tre tranche annuali, che consente di non sottoscrivere fidejussioni a garanzia dell’importo ricevuto, cosa che aveva creato le criticità sopravvenute nel passato. Questo – ha detto Paparelli – ha comportato il triplicarsi delle istruttorie con le conseguenti difficoltà per gli uffici. Considerando che l’istruttoria dell’avviso è partita a metà 2012 le procedure si sarebbero dovute concludere a metà 2015. Quindi – ha concluso – il ritardo quantificato è solo di qualche mese malgrado i tanti problemi riscontrati”.