Semplificazione, digitalizzazione e riorganizzazione. Sono questi i tre assi su cui si muoverà l’azione amministrativa dell’assessore regionale alle Riforme Antonio Bartolini. A Palazzo Cesaroni, nella riunione della Prima Commissione ‘Affari Istituzionali e Comunitari’ presieduta da Andrea Smacchi, l’Assessore ha tracciato il quadro del suo programma, proseguendo il ragionamento portato avanti nell’audizione del 29 luglio scorso dedicata al riordino delle Province. “La semplificazione amministrativa – ha spiegato Bartolini – è il primo punto su cui intendiamo muoverci. Per questo, entro fine anno approveremo il nuovo piano triennale di semplificazione. Un piano in forma aperta e ideologica, che prevede la partecipazione degli stakeholder che devono denunciare i problemi e le inefficienze della pubblica amministrazione che vivono quotidianamente. Inoltre, all’interno del piano, al cittadino deve essere data la capacità di intervenire durante l’applicazione del programma, altrimenti il rischio è che la burocrazia lo insabbi. Alla semplificazione va unito un processo di digitalizzazione completo. È un obiettivo ambizioso e importante, ha proseguito l’assessore, che però ha numerosi problemi come il digital divide, che rischia di penalizzare alcuni territori che rimangono scoperti. Senza dimenticare la necessaria formazione per il personale della pubblica amministrazione, anche dei Comuni per i quali l’agenda digitale prevede risorse specifiche. Terzo asse della nostra azione – aggiunge Bartolini – sarà la riorganizzazione amministrativa con un ridimensionamento della dirigenza, un’inversione del rapporto posizioni organizzative-personale ed il riaccorpamento dei servizi. Una riorganizzazione dei servizi pensata sulla digitalizzazione, che verrà fatta a blocchi. Partendo dalle funzioni delegate alle Provincie che riassorbiremo con la relativa gestione del personale provinciale coinvolto. Questo è necessario perché prima c’erano due territori e due processi diversi che ora vanno uniti su materie importanti come la sismica, l’autorizzazione unica ambientale, l’autorizzazione unica energetica e i relativi incroci con la Via e la Vas”.

Sollecitato dalle domande dei consiglieri l’assessore Bartolini è anche tornato sul problema della polizia provinciale. “L’Umbria – ha detto Bartolini – è la regione italiana con il più alto rapporto popolazione-personale della polizia provinciale. Spero entro il 2016 di riuscire a riassorbire questo personale. Il decreto legge 78/2015 prevede tre step precisi per questo problema. Prima di tutto le provincie devono verificare se con risorse proprie riescono a mantenere almeno in parte il personale della polizia provinciale. In seconda battuta – sostiene l’assessore – la Regione può mettere risorse per la vigilanza e il controllo, ma non per personale armato. Quindi una soluzione potrebbe essere quella di dare risorse alle provincie per fare la vigilanza e controllo sulle funzioni che ora stiamo riassorbendo. Infine potrebbero intervenire i Comuni. Però – ha concluso Bartolini – dobbiamo anche fare una riflessione sul sistema dei controlli, che è un arcipelago. Per questo dobbiamo anche riorganizzare il personale che c’è in altri enti per riuscire a risparmiare”.