Poste Italiane chiude la porta, anzi gli uffici ritenuti di troppo nell’ambito del piano di riorganizzazione annunciato dall’azienda.

Undici gli sportelli che verranno soppressi dal 7 settembre in Umbria, quattro dei quali in Provincia di Terni, ovvero Collestatte, Sugano, Capitone e Melezzole.

In una conferenza stampa che si è svolta questa mattina a Perugia, l’assessore regionale Antonio Bartolini ha espresso tutta la propria delusione e quella della Regione per l’atteggiamento e la risposta data da Poste Italiane che, in pratica, ha confermato per intero il proprio piano di riorganizzazione “ignorando completamente – ha spiegato – il nostro report e le motivazioni che avevamo presentato in accordo con Anci Umbria e soprattutto le alternative che insieme ai comuni avevamo costruito per rendere accettabile il Piano”.

Oltre all’assessore Bartolini era presente – in rappresentanza dell’Anci Umbria, il Sindaco di Montecchio, Federico Gori.

La lettera di Poste Italiane fa seguito all’incontro svoltosi la scorsa settimana a Firenze. Dopo la verifica delle situazioni rappresentate – scrive il responsabile per Umbria e Toscana, Michele Deiana – Poste Italiane ribadisce che le istanze, che ANCI e Regione Umbria avevano precedentemente raccolto dai singoli comuni, sono state adeguatamente ed oggettivamente verificate, con la determinazione finale di accogliere 4 eccezioni rispetto ai 15 interventi previsti inizialmente dal Piano presentato ad AGCOM per il 2014. E’ stato inoltre confermato che il Piano nella sua specifica applicazione rispetta i parametri previsti dal Decreto Ministeriale del 7 Ottobre 2008 e dalla successiva Delibera AGCOM, sicché, a fronte dell’accertato equilibrio economico del servizio postale universale, si è concretizzata l’esigenza di riallineare l’offerta dei servizi alla effettiva domanda dei cittadini”. Saranno così colpiti dalla riorganizzazione gli Uffici postali di Castel Ritaldi, Annifo, Capodacqua, Perugia-Piazza Partigiani, S.Egidio, Villastrada e Collazzone in provincia di Perugia e Collestatte, Sugano, Capitone e Melezzole in provincia di Terni.

“Poste Italiane – ha affermato l’assessore Bartolini – chiaramente sta interpretando in maniera molto strumentale i provvedimenti ministeriali e dell’AGCOM che disciplinano la materia. E lo fa senza tener conto che i parametri della dislocazione territoriale, dell’assenza di servizio di trasporto pubblico e dell’età anagrafica della popolazione, sono stati invece ritenuti validi da numerose sentenze a favore dei Comuni ricorrenti, emesse in questi ultimi tempi e lo stesso Consiglio di Stato, appena tre mesi fa, ha riconosciuto la validità di questi criteri. Non si è tenuto conto nemmeno della disponibilità espressa da alcuni Comuni di mettere a disposizione gratuitamente spazi di proprietà per l’ubicazione e dunque il mantenimento dell’ufficio postale. Ci sembra insomma una vera e propria forzatura quella che Poste Italiane intende mettere in atto dal prossimo 7 settembre – ha concluso l’assessore Bartolini. Forzatura che inevitabilmente produrrà disagi alle popolazioni interessate. Per questi motivi, la Regione continuerà la sua azione al fianco degli Enti Locali, Anci e singoli Comuni, che hanno già preannunciato ricorsi al Tar dell’Umbria per bloccare la riorganizzazione così come è stata proposta. Come Regione stiamo anche verificando i rapporti esistenti con Poste Italiane, di cui siamo un ‘cliente importante’, per valutare quali ulteriori azioni possiamo mettere in campo”.