“Il Comune di Terni è nettamente contrario ad ulteriori incrementi sull’incenerimento”, è la dichiarazione che arriva dall’ufficio stampa del Sindaco Leopoldo Di Girolamo, in linea con le dichiarazioni già note dell’assessore Regionale all’ambiente Fernanda Cecchini.

Di mezzo c’è il Decreto “Sblocca Italia”, nell’ambito della cui attuazione il Governo nazionale avrebbe individuato in 40 mila tonnellate la capacità di incenerimento degli impianti di Terni.

Andrea Monsignori, dirigente responsabile del servizio rifiuti della Regione Umbria dichiara: «Non verranno modificate né la quantità né la qualità dei rifiuti che già vengono conferiti all’incenerimento, quello che verrà fatto sarà spingere l’utilizzo della struttura fino al massimo della saturazione previsto per gli impianti». A tale scopo si sta conseguendo l’autorizzazione integrata ambientale (AIA) per l’impianto ex Printer oggi proprietà della Tozzi Holding: «Passando da una combustione ridotta ad una a massima saturazione sarà possibile pretendere un rispetto di vincoli più precisi e fare in modo che l’amministrazione Regionale possa tenere sotto controllo in maniera più stretta l’attività del privato che gestisce l’inceneritore» precisa Monsignori.

Sta di fatto che la conferenza di servizi convocata per il 18 Agosto prossimo andrebbe a esplorare la possibilità di destinare parte dell’incenerimento di pulper allo smaltimento di altri rifiuti indifferenziati urbani, su richiesta dell’azienda ACEA .

Su ammissione dello stesso Monsignori, in caso di decisione di modificare le condizioni di incenerimento per l’impianto ex Printer, andrebbero rivalutate le autorizzazioni e la necessità di ottenimento della Valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), fino ad oggi ritenua non necessaria.

Portare gli impianti a bruciare fino a livello di saturazione, anche se questo significasse bruciare meno di 40 mila tonnellate di rifiuti, che prioritariamente dovrebbero provenire dal locale, vorrebbe comunque dire aumentare ancora la combustione rispetto a qulla attuale, in una città come Terni in cui l’inquinamento ambientale e, in particolare atmosferico, presenta dei livelli già critici, come testimoniato anche dal rapporto Sentieri che mette in relazione inquinamento ambientale e stato di salute dei cittadini. Senza contare che se secondo lo “Sblocca Italia” Terni venisse consederato sito strategico nazionale per l’incenerimento, l’attività sarebbe blindata, senza possibilità di sottrarsi alla combustione.

Eleonora Porcacchia