“La Giunta regionale riconferma pienamente le linee strategiche ribadite nell’adeguamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti approvato nella scorsa legislatura, basato su prevenzione della produzione dei rifiuti, incremento della raccolta differenziata e marginalizzazione del ricorso allo smaltimento”.

L’assessore regionale all’ambiente, Fernanda Cecchini, ha commentato così i dati relativi alla certificazione della raccolta differenziata in Umbria che hanno registrato una crescita del 20% rispetto al 2010.

Ma l’assessore umbro non ha perso l’occasione per intervenire nel dibattito, apertosi da qualche giorno, in merito alle notizie di un presunto invio di rifiuti da bruciare negli inceneritori di Terni. “La giunta regionale – ha precisato la Cecchini – non ha autorizzato, nè intende autorizzare l’ingresso di Umbria di rifiuti da fuori regione”.

“Intendiamo invece rilanciare con forza – ha aggiunto Cecchini – le azioni attuative necessarie al raggiungimento degli obiettivi della pianificazione regionale, pertanto – ha annunciato – a breve convocherò un tavolo con i 4 ATI per un confronto sui dati della raccolta differenziata e sulle azioni da intraprendere per accelerare la riorganizzazione dei servizi di raccolta dei rifiuti, in particolare negli ATI che ancora non hanno raggiunto risultati soddisfacenti sulla differenziata”.

Dal 2010 la raccolta differenziata in Umbria è aumentata di circa 20 punti percentuali e con l’adeguamento del Piano si prevede il raggiungimento al 2020 del 68%. “Ciò – ha detto l’assessore – nella convinzione che tale modalità sia un fattore imprescindibile per arrivare alla riduzione dello smaltimento. L’obiettivo di incremento che ci siamo posti nella raccolta differenziata può essere senz’altro raggiunto, come dimostrano i risultati di alcuni comuni umbri medio-grandi. Elevare le percentuali di raccolta differenziata ed adeguare l’impiantistica di selezione e trattamento del rifiuto indifferenziato per la produzione di CSS, da utilizzare come combustibile in impianti industriali (cementifici e centrali termoelettriche) in sostituzione di combustibili fossili, sono infatti elementi strategici che consentono di minimizzare lo smaltimento in discarica, come previsto dalla vigente Direttiva Europea. L’adeguamento del Piano regionale indica chiaramente – ha aggiunto l’assessore – che il CSS sarà utilizzato in impianti ubicati al di fuori del territorio regionale. Come Giunta regionale siamo dunque impegnati in tutte le sedi a sostenere il modello gestionale umbro così delineato, anche nel confronto col Governo nazionale in merito alle recenti modifiche alla normativa statale che configurano la possibilità di impiego degli impianti oggi esistenti anche al trattamento termico dei rifiuti provenienti da fuori regione. La giunta – ha evidenziato Cecchini – si impegnerà dunque, con tutti i poteri di cui dispone, ad evitare lo smaltimento in Umbria di rifiuti provenienti da fuori regione o che su impianti di incenerimento già esistenti possano essere trattati rifiuti di altre regioni. Le scelte operate dal governo regionale sono state dettate anche dall’obiettivo di tutela della qualità dell’aria, che è oggetto di particolare attenzione nella città di Terni. I procedimenti autorizzativi in itinere riguardo alle modifiche degli impianti di trattamento oggi esistenti – ha concluso l’assessore – dovranno quindi tenere conto delle ricadute ambientali e della massima esigenza di tutela della salute della popolazione”.