“Nessun annuncio dettato dalla scadenza elettorale sul piano di riorganizzazione degli uffici postali umbri, ma azioni concrete”. E’ quanto afferma l’assessore regionale alle Riforme, Antonio Bartolini, intervenendo nell’ampio dibattito in atto – anche in Umbria – sugli effetti che produrrebbe l’annunciato piano di ridimensionamento degli uffici postali legato al processo di riordino presentato da Poste Italiane.

La questione della chiusura degli uffici postali è stata affrontata anche in occasione dell’incontro che si è tenuto nei giorni scorsi, a Villa Umbra, tra la Regione dell’Umbria ed i rappresentanti di Comuni e Province sulle linee programmatiche di legislatura.

“La Presidente Marini – spiega l’assessore Bartolini – ha già richiesto con urgenza un ulteriore incontro con i vertici di Poste Italiane, mentre l’Anci Umbria, dopo l’incontro di venerdì, sta valutando ulteriori percorsi per contrastare le ipotesi di chiusura di uffici nella nostra regione”. L’assessore umbro annuncia inoltre il proprio impegno personale nel proporre, alla Giunta di Palazzo Donini, un intervento della Regione di fronte al Tribunale amministrativo regionale “per appoggiare i ricorsi che i Comuni intendono portare avanti per contrastare la chiusura degli sportelli”.

L’Ente Poste precisa come dopo queste chiusure, comunque, non ci sarà nessun italiano che avrà un ufficio postale ad una distanza superiore di 6 Km da casa propria. Nell’elenco degli oltre 400 sportelli, sparsi in tutta Italia, in odore di soppressione, figura anche quello di Collestatte, una località dove appare essere un servizio davvero irrinunciabile per i cittadini residenti nel territorio dell’ex VI^ Circoscrizione Valnerina.

Il consigliere del Pd al consiglio comunale di Terni Jonathan Monti ricorda come già nel febbraio scorso l’amministrazione comunale si sia schierata con decisione per il mantenimento dell’attuale sede a Collestatte Paese, rendendosi disponibile a mettere a disposizione locali propri per l’apertura di uno sportello automatico postamat nei pressi della biglietteria della Cascata delle Marmore a Collestatte Piano, vista la mancanza di bancomat nella zona, mentre la Regione Umbria ha proposto di mettere a disposizione proprie sedi per abbattere i costi. “Sia nel precedente piano di tagli del 2012, sia in quello attuale – aggiunge Monti – numerosi comuni sono riusciti a scongiurare la chiusura degli uffici postali tramite ricorso al TAR, opponendosi sia ai criteri stabiliti per la definizione della scelta delle chiusure, sia perché Poste Italiane aveva colpevolmente ignorato la disponibilità delle amministrazioni comunali e regionali ad accollarsi i costi delle strutture. Motivazioni che – secondo il consigliere Pd – si calano perfettamente anche per la realtà di Collestatte”.