Nuovo allarme, dagli enti locali, sempre più preoccupati per le difficoltà nella chiusura dei bilanci ed il mantenimento dei servizi in presenza degli ulteriori tagli previsti dal patto di stabilita’. A lanciarlo è stata l’assemblea dei Sindaci della provincia di Terni tenutasi, nei giorni scorsi, presso la sala del Consiglio provinciale, per fare il punto sulla situazione relativa ai tagli a Comuni e Province, sullo stato di avanzamento del dialogo con il governo e sulla legge regionale umbra di riordino istituzionale.

Secondo i sindaci non ci sono più margini per assicurare i servizi essenziali ed è quindi insostenibile un ulteriore pesantissimo taglio in aggiunta ai precedenti provvedimenti finanziari già messi in campo. In tale contesto, l’assemblea ha espresso solidarietà e vicinanza al Sindaco di Parrano, Vittorio Tarparelli, dimessosi dal suo incarico per l’impossibilità di poter continuare un’efficace azione amministrativa, data la situazione del Comune dal punto di vista delle risorse professionali e finanziarie. Secondo i sindaci le dimissioni sono un pericolosissimo campanello d’allarme che non può essere ignorato perché la stessa situazione, rimanendo così le previsioni di tagli, rischia di verificarsi anche in molte altre amministrazioni comunali del territorio.

I sindaci, è stato detto, si stanno trovando nella impossibilità oggettiva di garantire i servizi e di rispettare il mandato amministrativo per cui sono stati eletti dai cittadini.

La stessa forte preoccupazione è stata espressa per le sorti della Provincia di Terni. Il presidente Di Girolamo ha infatti reso noto ai sindaci, e poco prima ai consiglieri provinciali durante la seduta che ha anticipato l’assemblea dei primi cittadini, che se verrà confermato il taglio a livello nazionale di 1 miliardo di euro, la Provincia di Terni non potrà predisporre il bilancio perché per il 2015 è prevista una riduzione dei trasferimenti del 20% rispetto all’anno scorso.

Anche il consiglio provinciale ternano ha criticato i pesantissimi tagli che stanno colpendo Province e Comuni, ribadendo la necessità che il Governo metta a disposizione delle risorse aggiuntive e che si chiarisca il futuro dei lavoratori e dei servizi essenziali al cittadino.

Per molti punti – hanno sottolineato gli amministratori – anche il processo di riallocazione del personale restera’ incerto, nonostante che in Umbria si sia messo in piedi un percorso in grado di creare le condizioni per non ricorrere agli esuberi.