“L’auspicio è che l’Assemblea umbra, nella seduta dedicata alla discussione del rendiconto di bilancio, discuta anche dell’istituzione della agenzia regionale per l’impiego”. La sollecitazione parte dal consigliere regionale del Partito democratico Manlio Mariotti secondo il quale sarebbe opportuno dare seguito a quanto stabilito dall’Assemblea con l’ordine del giorno approvato il 26 marzo: “un atto di responsabilità – afferma – del Consiglio regionale”.

Mariotti si augura che “le comuni volontà emerse in quella occasione possano essere messe nelle condizioni di assicurare, prima della fine della legislatura in corso, qualche doveroso elemento di certezza e stabilità occupazionale in più ai lavoratori dei centri per l’impiego insieme ad opportuni interventi per potergli consentire di rispondere adeguatamente all’aumento di funzioni alle quali sono chiamati. È del tutto evidente – aggiunge – la fase di preoccupante indeterminatezza che si aperta a riguardo del nuovo assetto istituzionale dei servizi per l’impiego e delle politiche attive del lavoro in ragione delle oggettive difficoltà a coordinare, sia temporalmente che sul piano normativo, le disposizioni dettate dalla legge 56 di riordino delle Provincie, da quelle riguardanti la riforma del mercato del lavoro e da quelle in itinere che attengono la riforma costituzionale”.

“Il rischio – continua il consigliere regionale – è quello di trovarsi in una sorta di terra di nessuno che pregiudichi seriamente l’efficienza dei servizi, le tutele e le prospettive lavorative degli addetti. Tra l’altro in una situazione di gravissima crisi economica ed occupazionale che richiede e sollecita risposte sempre più necessarie, in termini di presa in carico, sostegno, orientamento, nei confronti dei tanti disoccupati e inoccupati che si rivolgono ai centri per l’impiego. Non esiste oggi, in nessun paese europeo – sostiene Mariotti – una seria ed efficace strategia di contrasto alla disoccupazione di massa che possa prescindere da un ruolo ed un presidio forti e decisivi delle politiche attive del lavoro e di correlatati servizi pubblici per l’impiego. Coerente a questa impostazione, è la posizione più volte espressa dalla Conferenza delle regioni per un modello di servizi strutturato su una Agenzia nazionale per l’occupazione e una rete di Agenzie regionali per la gestione, nei territori, di servizi per l’impiego e interventi di politica attiva del lavoro”.