Sedici voti favorevoli, sette contrari ed una astensione. E’ con questo esito che l’assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato – nei giorni scorsi – il disegno di legge della Giunta regionale sul “Riordino delle funzioni amministrative regionali, di area vasta, delle forme associative dei Comuni”.

Il documento al quale l’assemblea di Palazzo Cesaroni ha dato il proprio via libera, mira ad “una pubblica amministrazione umbra più efficiente, cogliendo le opportunità, e non solo le criticità, del processo riformatore in atto. La riorganizzazione e il riordino del sistema regionale hanno l’obiettivo di arrivare alla condizione ‘un ente, una funzione, una risorsa’, in cui ogni procedimento amministrativo inizia e finisce nello stesso ente. Entro un mese dall’approvazione si dovrà procedere alla riallocazione delle funzioni, in parte alla Regione e altre da assegnare in conseguenza dell’approvazione del ‘jobs act’. Turismo e politiche sociali spetteranno ai Comuni in forma associata. Alle Province resteranno competenze in materia di viabilità regionale, trasporti e lago Trasimeno”.

Intervenendo nell’ampio dibattito in aula, la Presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini ha spiegato come solo pochi giorni fa l’allora Sottosegretario (ed ora Ministro) Del Rio avesse evidenziato lo stato di attuazione della legge 56 mettendo in evidenza la preoccupazione che le 7 Regioni che andranno al voto (tra queste l’Umbria) non fossero in grado di portare a termine la legge di riordino. “In assenza di una legge completa prima delle elezioni – ha sottolineato la governatrice regionale – ci saremmo trovati fino all’autunno senza alcuna base normativa su cui poggiare l’attribuzione delle funzioni, del personale e delle competenze. In questi mesi si è lavorato, nonostante si fosse al termine della legislatura e nonostante alcuni elementi di incertezza nel confronto con il Governo, per completare la riforma. Così – ha aggiunto – si è scelto di portare in Aula una legge completa, puntuale e dotata di una base legislativa adeguata per un processo di riforma deciso dal legislatore nazionale. Nel frattempo si sono dovuti trovare i finanziamenti per garantire il riordino delle funzioni delle Province. La legge – ha spiegato la Marini – ci chiedeva solo quanti posti liberi ci fossero nella pianta organica della Regione. L’Umbria ha invece deciso di coinvolgere tutti gli enti locali, le aziende sanitarie e informalmente anche le agenzie periferiche dello Stato, per evitare che la riforma possa generare esuberi. Su questa legge si incardina anche la riorganizzazione della pubblica amministrazione regionale, per una diversa articolazione di cui si aveva bisogno. Tanti tutori del lavoro e dei lavoratori – ha concluso la Presidente Marini – sono apparsi solo ora, a due mesi dal voto. Mentre solo la Giunta ed i sindacati si sono assunti l’onere di seguire le 160 vertenze aperte in Umbria”.