Seduta davvero intensa, quella di ieri, al consiglio comunale di Terni, chiamato ad esaminare la proposta di ricognizione e razionalizzazione delle società partecipate del Comune. Il tutto – ha sottolineato l’assessore Vittorio Piacenti D’Ubaldi nella sua illustrazione – “in una logica di avvio del processo e di governo del cambiamento”.

L’assemblea municipale ternana ha dato il proprio assenso – a maggioranza – al documento. L’esito parla di 16 voti a favore, 7 contrari e 6 astenuti. Tra coloro che si sono espressi contro la proposta ci sono anche due consiglieri della maggioranza (Bencivenga e Ricci) oltre a quelli del Movimento Cinque Stelle. Le altre opposizioni si sono invece astenute.

In precedenza erano stati presentati cinque atti d’indirizzo, quattro dei quali della minoranza e alcuni emendamenti sempre in riferimento alla proposta delibera della giunta sulle partecipate.

L’unico atto d’indirizzo approvato (21 voti favorevoli ed 8 astensioni) è quello presentato da Melasecche e Todini con il quale si propone di impegnare il Sindaco a presentare in consiglio comunale entro il mese di maggio i piani strategici di tutte le aziende partecipate.

Bocciati, invece, sette emendamenti proposti dai consiglieri del Movimento Cinque Stelle, mentre ha ricevuto “disco verde”, con 18 “si”, compresi quelli di Melasecche e Todini, l’astensione di Bencivenga e Ricci, e 9 contrari, l’atto d’indirizzo proposto dal presidente del gruppo del Pd Andrea Cavicchioli. Si tratta di un documento con il quale il consiglio comunale ha impegnato sindaco e giunta ad attivare “un percorso formale di confronto” con il consiglio stesso per l’esame dei piani operativi strategici delle singole società e aziende partecipate”; “a considerare i processi di alienazione di quote di minoranza di capitale sociale delle partecipate”, ma “ritenendo imprescindibile la permanenza della maggioranza in capo al Comune di Terni, con specifiche garanzie per la governance”; “a salvaguardare e a sviluppare l’occupazione delle società interessate”; “ad effettuare tutte le verifiche necessarie sotto il profilo giuridico, formale e sostanziale sulle società che dovrebbero assumere nuove attività”.

“Ritengo – ha commentato Cavicchioli – che l’atto d’indirizzo approvato dal consiglio con le dinamiche che lo stesso inserisce, determini una sfida per un processo di sviluppo ed innovazione delle aziende interessate, che consente di avere le più ampie garanzie ed il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati per gli obiettivi concreti che insieme verranno in maniera organica declinati”.