Con il solo voto contrario di Gianluca Cirignoni, del Gruppo misto, il consiglio regionale dell’Umbria ha approvato  il bilancio per il 2015 dell’Assemblea legislativa di Palazzo Cesaroni. L’ammontare delle risorse occorrenti per il suo funzionamento è di 20 milioni e 286 mila euro, in linea con la programmazione regionale.

“Il bilancio – ha spiegato nella sua relazione in aula il vice presidente dell’Assemblea, Damiano Stufara – è stato elaborato tenendo conto degli indirizzi e principi fondamentali in materia di coordinamento regionale, rafforzato dai provvedimenti adottati a seguito delle manovre del Governo. L’obiettivo, come negli anni precedenti, è quello di ridurre e riqualificare la spesa. Sono state perseguite scelte – ha aggiunto – basate su criteri di economicità tese a aumentare il livello di efficacia dell’azione amministrativa in generale. Tale obiettivo – ha sottolineato ancora Stufara – è perseguibile anche attraverso l’attività di monitoraggio della spesa al fine di garantire il rispetto dei tetti stabiliti con riferimento all’attività di formazione e aggiornamento del personale dipendente, uso di autovetture di servizio, all’effettuazione di missioni fuori sede e alla razionalizzazione organizzativa al lavoro straordinario”.

Alle previsioni di spesa si aggiungono ulteriori entrate per 146 mila euro, riguardanti il finanziamento proveniente da Agcom, per le funzioni delegate al Corecom, gli interessi attivi del conto corrente bancario aperto presso il Tesoriere dell’Assemblea legislativa e l’entrata contrattuale relativa alla gestione della buvette, un piccolo bar allestito in ritrovi pubblici, come teatri, circoli, o anche in uffici pubblici quali, appunto quelli regionali.

Il Vice Presidente dell’assemblea legislativa umbra, Damiano Stufara, ha infine sottolineato che “la gran parte delle spese indicate nella proposta di bilancio sono sostanzialmente fisse e riguardano i gruppi consiliari, il Consiglio delle Autonomie locali, l’Isuc, il centro studi politici e giuridici. Di fatto – ha concluso – si tratta di un bilancio ridotto all’osso nel quale il margine di discrezionalità dell’allocazione delle risorse è sostanzialmente azzerato”.