Il delicato tema della riforma delle Province, è stato al centro di un confronto che si è svolto, nei giorni scorsi, presso la Prima Commissione del consiglio regionale.

Rilievi, ma anche suggerimenti e proposte da parte di soggetti diversi sul “riordino delle funzioni amministrative regionali, di area vasta, delle forme associative di Comuni” e sulle conseguenti modificazioni normative.

Parlando anche a nome di Cisl e Uil, Vanda Scarpelli, della Cgil, ha espresso “preoccupazione perché la legge non risponderebbe alle aspettative. Ci sono nodi ancora da risolvere – ha spiegato – e nessuna certezza rispetto alle risorse e alla capacità assunzionale della Regione, mettendo i 1400 dipendenti delle provincie in una situazione di grande incertezza. Ed allora serve un protocollo di intesa sulla materia o uno stanziamento adeguato. Non ci sono criteri certi che stabiliscano come i lavoratori transiteranno alla Regione rispetto alle funzioni svolte. Se non verrà risolto il problema degli stipendi delle due comunità montane – ha aggiunto la sindacalista – non daremo un parere positivo sulla legge di riforma”.

Interessante l’intervento del Presidente della Provincia di Terni, Leopoldo Di Girolamo, che ha spiegato come “Anci e Cal abbiano fornito un parere molto articolato sulla legge, che la Regione ha recepito in modo ampio. Non ci sono quindi elementi di problematicità da segnalare. Le nuove province, soprattutto per quanto riguarda la viabilità, avranno bisogno di ulteriori risorse, in linea con quelle assegnate dallo Stato per le funzioni conferite. Sulle unioni dei comuni, servono elementi incentivanti rispetto all’accesso ai fondi comunitari. Abbiamo verificato che le unioni dei piccoli comuni comportano non una riduzione ma un aumento dei costi. È quindi necessario aggregare anche comuni medi e grandi. Per questo abbiamo previsto anche l’associazione di comuni con più di 30 mila abitanti”.

Sui consorzi di bonifica, Di Girolamo ha detto di condividere il testo e di essere d’accordo per rafforzare il rapporto tra unioni dei comuni e Agenzia forestale. Sulle partecipate, poi, andrebbe modificato l’articolo, dato che confligge con la norma della legge di stabilità, che prevede tempi diversi. Ma – ha concluso il Presidente della provincia di Terni – è necessario approvare quanto prima la legge”.