La Seconda Commissione del consiglio regionale ha svolto l’audizione sul regolamento sulla “Tutela delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano”, predisposto dalla Giunta regionale.

Nel corso dell’incontro sono emerse valutazioni articolate, con Confindustria e Confagricoltura che hanno decisamente criticato la poca chiarezza dell’atto e le mancanza dell’individuazione certa delle aree in cui applicare vincoli e divieti, mentre l’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente chiede più controlli e maggiore prevenzione.

Il documento, su cui la Commissione dovrà esprimere un parere, stabilisce i criteri per l’individuazione, la perimetrazione e la protezione delle aree di salvaguardia; definisce i vincoli e le attività consentite all’interno di tali aree; attua controllo e la gestione del territorio per la loro tutela. Il regolamento, in particolare, individua le aree di salvaguardia suddividendole in zone di tutela assoluta, di rispetto, di protezione e di riserva, con i relativi vincoli e le attività umane che possono essere svolte in ciascun ambito sottoposto a tutela: pozzi, sorgenti, corsi d’acqua naturali e artificiali, laghi e bacini artificiali. Vengono poi sancite le disposizioni da seguire per la corretta gestione delle aree di salvaguardia, tra cui figura il Piano di intervento di emergenza per i casi di inquinamento della risorsa.

Il monitoraggio delle aree di salvaguardia spetterà all’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale dell’Umbria.