Si è parlato anche delle questioni legate alla ricostruzione post sisma dell’anno 2000 che ha interessato l’area di Narni, ieri, in una audizione che si è svolta presso la Seconda Commissione del Consiglio regionale.

Ed è stato il vice sindaco narnese, Marco Mercuri, a rimarcare come, a tutt’oggi, manchino quasi 700mila euro per intervenire nella ricostruzione di 7 abitazioni principali per le quali il Comune ha dovuto emettere ordinanza di sgombero totale dopo gli effetti del forte terremoto del 2009 de L’Aquila.

“Alla Regione – ha sostenuto Mercuri, accompagnato, per l’occasione da altri rappresentanti dell’amministrazione municipale e da tecnici – chiediamo un intervento risolutivo per il completamento della ricostruzione post sisma del 2000 che ha interessato Narni. Si tratta di intervenire su alcune situazioni che riguardano prime abitazioni con ordinanza di sgombero, divenute tali a seguito del terremoto de L’Aquila del 2009.

Mercuri ha anche spiegato che “dopo aver stabilito inizialmente le risorse necessarie, nel corso dei lavori sono stati ampliati i perimetri senza però la previsione di ulteriori finanziamenti. Da qui, ha aggiunto, gli interventi previsti fino alla fascia ‘F’, sono stati ristretti alla fascia ‘D’ (ordinanza di sgombero), situazione che nel corso degli anni ha interessato altre 7 principali abitazioni. Oggi ci sono quindi soggetti e famiglie svantaggiate da questa situazione costrette ad anticipare proprie risorse per sistemazioni provvisorie ed interventi in merito”.

Il consigliere regionale socialista Massimo Buconi, presente all’incontro, ha ricordato di aver presentato, nello scorso mese di novembre, una interrogazione (alla quale sarà data risposta nella prossima seduta consiliare del ‘Question time’) con la quale si chiede alla Regione di “farsi carico del reperimento delle risorse necessarie al completamento del piano di interventi di ricostruzione e messa in sicurezza degli edifici interessati dal sisma del 2000 e solo parzialmente finanziati, ricadenti in alcuni comuni della provincia di Terni”.

La Commissione si è impegnata ad intervenire sulla Giunta regionale alla quale chiederà di inserire la questione nel Documento annuale di programmazione.